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   Autore  Topic: Calvinismo: elezione incondizionata  (letto 11118 volte)
andreiu
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Calvinismo: elezione incondizionata
« Data del Post: 25.01.2008 alle ore 11:29:20 »
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Vorrei subito dire che apro questa serie di 3d non per polemizzare, ma solo per analizzare i famosi cinque punti del Calvinismo denominati con la sigla TULIP.  
 
Aprir un 3d per ogni punto per non fare confusione.  
 
Buona riflessione
 
 Sorriso
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La verit sta nella Scrittura!

   
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #1 Data del Post: 13.08.2010 alle ore 19:38:07 »
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Riporto su questo thread.
 
Elezione incondizionata, uno dei 5 punti del calvinismo, chiamata anche la "Sorridenteivina Predestinazione".
 
Brevemente,  
Dio dall'eternit, ha gi decretato, secondo il Suo insindacabile e sovrano giudizio, chi ricever per grazia la salvezza e chi no.
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Per una corretta esegesi biblica pi che questione di testi e contesti questione di testi e ...teste!
eliseob.
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #2 Data del Post: 14.08.2010 alle ore 15:43:32 »
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Pace,
ho appena letto "L'elezione - Sermone su Efesini 1:3-4"
http://www.federiformata.it/biblioteca/calvinismo/calvino_elezione.html

on 15.08.2010 alle ore 00:11:47, Domenico wrote:

Ma vi sono ancora altre due ragioni che mostrano che questa dottrina deve essere necessariamente predicata, e che noi ne ricaviamo un profitto cos grande che sarebbe molto meglio per noi non essere mai nati piuttosto che essere ignoranti di quanto S. Paolo mostra qui. Perch vi sono principalmente due cose a cui dobbiamo mirare e alle quali si conviene che applichiamo tutti i nostri studi e i nostri sforzi, ed esse sono la sintesi stessa di tutto ci che Dio ci insegna con la sacra Scrittura. Una di glorificare Dio come egli merita, e laltra la sicurezza della nostra salvezza, cos che possiamo chiamarlo nostro Padre in piena libert (Rom. 8:15). Se non abbiamo queste due cose, guai a noi, perch non vi n fede n religione in noi. Potremo anche parlare bene di Dio, ma non sarebbe che falsit.
 
Riguardo al primo punto, vi ho gi detto che la grazia di Dio non sufficientemente conosciuta se non ponendo lelezione di Dio, come dire, innanzi ai nostri occhi. Perch supponete che Dio attragga tutti gli uomini allo stesso modo, e che quanti desiderano ottenere la salvezza debbano giungervi con il proprio libero arbitrio e di propria iniziativa. Se fosse cos, allora sarebbe certo che noi meriteremmo di essere ricevuti dalla mano di Dio, e che egli dovrebbe trattare ognuno secondo i suoi meriti. Ma in che modo invece magnificata la bont di Dio? Semplicemente in questo modo, che egli viene innanzi a noi per la sua pura bont e ci ama nonostante tutto, senza trovare n nella nostra persona n nelle nostre opere alcuna ragione per cui dovrebbe amarci. Se questo vero, allora deve esserci lelezione: Dio prende una parte perch egli reputa bene cos, e lascia laltra. In questo modo voi vedete che questo un punto sicuro che la gloria di Dio non appare e non splende come dovuto, a meno che non sia reso noto che egli manifesta la sua bont e il suo amore dove pi gli piace.

 
Come accennato nell'altro topic (ancora non avevo letto questo Sermone), Calvino stesso ammette che ci sono "due ragioni" per le quali necessario predicare e comprendere questa dottrina:
1 La gloria v data a Dio e a Dio solamente (Dio "Padre", Colui che ha "preordinato" il tutto, anche il Cristo).
2 La sicurezza della nostra Salvezza (che ci viene data dal dal non essere ignoranti in questo insegnamento di Paolo; dunque non per Fede, ma per conoscenza della Sovranit di Dio su tutte le cose)
 
Riguardo al primo punto, non ho potuto fare a meno di notare come il tutto sia riferito al Padre, al Dio Sovrano, l'Eterno. Sembra che il Figliuolo in tutta la faccenda, non abbia nessun ruolo, e al massimo, Calvino si riserva di accennarvi nelle ultime righe, come dire, mettere la "ciliegina sulla torta".

on 15.08.2010 alle ore 00:18:04, Domenico wrote:
... dopo che S. Paolo ci ha mostrato che non potevamo esibire nulla a Dio, ma che egli ag in precedenza per la sua libera grazia eleggendoci prima della fondazione del mondo, egli aggiunge una prova ancora pi certa, vale a dire, che egli lo fece nel nostro Signore Ges Cristo, il quale , come dire, il vero registro. Perch il fatto che Dio abbia concesso di eleggerci, vale a dire, il fatto di averlo concesso da tutta leternit, fu, come dire, come registrarci per iscritto. E la sacra Scrittura chiama lelezione di Dio il libro della vita. Come ho detto prima, Ges Cristo serve come un registro. in lui che noi siamo scritti e annoverati da Dio fra i suoi figli. Visto, dunque, che Dio ebbe riguardo per noi nella persona di Ges Cristo, ne deriva che egli non trov nulla in noi che avremmo potuto presentargli innanzi per indurlo ad eleggerci. Questo, in sostanza, ci che dobbiamo sempre ricordare.

 

on 15.08.2010 alle ore 00:19:38, Domenico wrote:
Segue poi che affinch fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell'amore. Questa parola amore pu essere riferita a Dio, come se dicesse che non troveremo altra ragione per cui Dio concede di considerarci come suoi figli se non il suo libero amore. Oppure (come sembra molto probabile) S. Paolo ci mostra qui che la vera irreprensibilit e perfezione dei credenti consiste, come dire, nel camminare in ogni rettitudine innanzi a Dio. Non possiamo esporre tutto ora, ma sar sufficiente illustrare brevemente cosa intendeva S. Paolo. Infatti egli mostra qui che sebbene lelezione di Dio sia libera, e abbatta e annichilisca ogni merito, opera e virt degli uomini, nondimeno non ci fornisce la licenza di compiere il male e di condurre una vita disordinata, o di essere senza freni, ma piuttosto serve ad allontanarci dal male nel quale siamo sprofondati. Infatti, per natura, noi non possiamo fare altro che provocare lira di Dio; la malvagit regner sempre in noi; e siamo tenuti sotto le catene e la tirannia di Satana. Dio, quindi, deve operare e cambiarci, perch ogni bont proviene dalla sua elezione, dice S. Paolo.
......
 
Ora, abbassiamoci innanzi alla maest del nostro buon Dio riconoscendo i nostri falli, pregandolo di farceli sentire in modo tale che possiamo trarre continuamente profitto nel suo timore, e siamo in esso sempre pi fortificati; e, contemporaneamente, di avere pazienza per la nostra debolezza, affinch possiamo sempre godere della sua grazia finch non ci avr posti in possesso di tutte le cose quando avr messo via i nostri peccati e li avr cancellati completamente in virt di nostro Signore Ges Cristo. E diciamo tutti, Dio Onnipotente, Padre che sei nei cieli.  

" la vera irreprensibilit e perfezione dei credenti consiste, come dire, nel camminare in ogni rettitudine innanzi a Dio " Confuso  
" ma piuttosto serve ad allontanarci dal male nel quale siamo sprofondati " Confuso Ma se l'elezione in Cristo, non ci ha Egli gi riscattati dalle tenebre?
" la malvagit regner sempre in noi " Confuso E il Sangue di Cristo? Quali potest sono state sconfitte, se esse "regnano" ancora?
" e siamo tenuti sotto le catene e la tirannia di Satana " Confuso E la libert in Cristo?
" ogni bont proviene dalla sua elezione, dice S. Paolo. " Benissimo, ma l'elezione non in Cristo?
" affinch possiamo sempre godere della sua grazia finch non ci avr posti in possesso di tutte le cose " Confuso Ma in Cristo, non abbiamo tutto pienamente?
" quando avr messo via i nostri peccati e li avr cancellati completamente ... " Confuso "quando avr"? E cosa ha compiuto Ges sulla Croce?
"  
 
"...egli manifesta la sua bont e il suo amore dove pi gli piace. " Giusto! E dove ha manifestato Dio tutto S stesso? In Cristo. Ci che "gli piace" dunque, ci che "passa" attraverso il Cristo, e per questo infatti, stato mandato agli uomini, come "segno del favore di Dio", se non sbaglio.
 
Ho fatto delle modifice nella forma soltanto, a motivo di assurde proteste...
« Ultima modifica: 15.08.2010 alle ore 14:40:58 by eliseob. » Loggato
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #3 Data del Post: 14.08.2010 alle ore 23:57:49 »
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Prima di intavolare il discorso in base ai rilievi che sono stati fatti da Roberto, voglio postare l'intero documento di Calvino sull'elezione divina, senza nerettare e sottolineare come ha fatto Eliseo, in modo che si possa avere sottomane quello che diceva Calvino nella sua argomentazione.
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #4 Data del Post: 15.08.2010 alle ore 00:09:58 »
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Questo il testo originale senza nessuna modifica, nerettando e sottolineando come ha fatto Eliseo. Queste modifiche si possono fare in sede di commento e non quando si riporta un documento di un autore.
 
Lelezione - Sermone su Efesini 1:3-4
 
Giovanni Calvino (15091564)
 
BENEDETTO sia Iddio, Padre del Signor nostro Ges Cristo, il qual ci ha benedetti d'ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. In lui ci ha Dio eletti avanti la fondazione del mondo, acciocch siamo santi, ed irreprensibili nel suo cospetto, in carit. Efesini 1:3-4
 
Abbiamo gi visto come S. Paolo ci esorti a lodare e benedire Dio perch egli ha benedetto noi, e non in modo terreno, ma in modo spirituale, cos che dovremmo essere appagati che Dio mostri la sua benevolenza paterna e lamore verso di noi nellaprirci il cancello del regno del cielo con la speranza. Sebbene siamo soggetti a molta miseria in questo mondo, tuttavia vi una buona ragione per noi per essere appagati che Dio ci abbia scelto in quella maniera e con la sua chiamata a s, perch ci testimoniato dal vangelo che egli nostro Padre (Mat. 6:9; Lu. 11:2) nella misura in cui egli ci ha uniti a nostro Signore Ges Cristo come membri al loro Capo.
 
E ora S. Paolo ci conduce all'origine e sorgente, o piuttosto alla causa principale che ha mosso Dio a portarci nel suo favore. Perch non abbastanza che Dio ci abbia rivelato i tesori della sua benevolenza e misericordia per attrarci alla speranza della vita celeste mediante il vangelo, e questo gi molto. Infatti, se S. Paolo non avesse aggiunto ci che vediamo ora, si sarebbe potuto supporre che la grazia di Dio sia comune a tutti gli uomini e che egli la offra e la presenti a tutti senza eccezione, e, conseguentemente, che in ognuno ci sia la capacit di accoglierla secondo il proprio libero arbitrio, e in tal modo esisterebbe in noi un qualche merito. Perch se non vi fosse alcuna distinzione tra gli uomini eccetto che alcuni accolgono la grazia di Dio e altri la rifiutano, che cosa si potrebbe dire se non che Dio si mostrato liberale a tutta lumanit? Ma coloro che sono partecipi della grazia di nostro Signore Ges Cristo vi giungono per fede. E in tal modo voi vedete che giudizio se ne possa dare. Ma S. Paolo, per escludere ogni merito da parte delluomo e per mostrare che tutto proviene dalla pura bont e grazia di Dio, dice che egli ci ha benedetti secondo la sua elezione fatta in precedenza. Come se dicesse che, per esaltare la grazia di Dio come si conviene a noi, dobbiamo osservare la diversit che si trova negli uomini. Perch il vangelo predicato ad alcuni, e altri non sanno cosa sia, ma ne sono completamente esclusi, come se Dio facesse piovere in un quartiere permettendo che un altro quartiere rimanga arido.
 
Ora, se si chiedesse perch Dio ha piet di una parte e trascura, tralascia, e abbandona laltra, non vi risposta se non che cos gli piace. In seguito alla predicazione del vangelo in un luogo, alcuni ne saranno toccati con una fede viva nel loro cuore, e altri se ne andranno come erano venuti senza beneficiarne in alcun modo, oppure induriranno s stessi contro Dio tradendo cos la caparbiet che fino ad allora era stata nascosta in loro. Qual la ragione di questo? Proprio questo, che Dio istruisce una sorta di persone mediante il suo Spirito Santo e lascia gli altri nella loro corruzione naturale.
 
Vedete dunque che ci in cui maggiormente splende la bont di Dio per noi, che con la predicazione del vangelo noi abbiamo, per cos dire, un segno che egli ha avuto piet di noi, ci ama, ci chiama e ci attrae a s. Ma quando la dottrina predicataci viene ricevuta da noi con cuore e sentimento, quello un ulteriore e pi speciale segno con il quale noi percepiamo che Dio intende essere nostro Padre e ci ha adottati per essere suoi figli. Non senza ragione, dunque, S. Paolo dice in questo passo che noi siamo benedetti da Dio proprio secondo la sua elezione di noi fatta in precedenza. Perch non che noi siamo andati da lui; non che noi labbiamo cercato. Ma le parole del profeta Isaia (65:1) devono essere adempiute sotto ogni aspetto, ovvero, che Dio si mostra a coloro che non lhanno cercato, e quanti erano lontani lo vedono da vicino, ed egli dice loro, Eccomi, eccomi. Sebbene mi abbiate disprezzato, tuttavia io concedo di venire da voi perch ho cura della vostra salvezza. Cos vediamo a cosa mirava S. Paolo in questo passo.
 
In breve, dobbiamo notare qui che noi non sapremo mai da dove proviene la nostra salvezza finch non innalziamo la nostra mente alleterno consiglio di Dio con il quale egli ha scelto chi ha voluto e ha lasciato il rimanente nella loro confusione e rovina. Ora, dunque, non sorprende che alcuni uomini pensino che questa dottrina sia strana e difficile, perch non si concilia affatto con la comprensione naturale delluomo. Se qualcuno chiedesse ai filosofi, essi diranno sempre che Dio ama coloro che ne sono degni, e che, poich egli si compiace della virt, egli separa coloro che sono consegnati in quel modo per rivendicarli come suo popolo. Vedete dunque, che secondo la nostra immaginazione, noi concluderemo che Dio non pone alcunaltra differenza tra gli uomini, nellamare alcuni e odiarne altri, se non il valore e il merito propri di ogni uomo. Ma, allo stesso tempo, ricordiamoci anche che nella nostra comprensione non vi che vanit e che non dobbiamo misurare Dio con il nostro metro, e che una presunzione troppo eccessiva imporre una legge a Dio tale che non gli sarebbe lecito fare nulla se non ci che noi concepiamo e che sembra giusto ai nostri occhi. La questione qui, dunque, riguarda la riverenza dei segreti di Dio che sono incomprensibili per noi, e finch non ci comportiamo cos, noi non assaporeremo mai i principi della fede. Infatti, sappiamo che la nostra conoscenza dovrebbe sempre iniziare con lumilt, e questa umilt comporta che noi non dobbiamo arrivare a soppesare i giudizi di Dio sulle nostre bilance o prenderli su di noi per esserne giudici ed arbitri. Dobbiamo essere sobri a motivo della limitatezza della nostra mente, e poich siamo grossolani e ottusi, dobbiamo magnificare Dio e dire, come ci viene insegnato nella Sacra Scrittura (Sal. 36:6), Signore, la tua giustizia simile a monti altissimi; I tuoi giudicii sono un grande abisso, e nessun uomo capace di renderne conto.
 
Vedete dunque che la ragione per cui alcuni uomini trovano questa dottrina difficile e irritante perch essi sono troppo legati alle proprie opinioni e non possono sottomettersi alla sapienza di Dio, per ricevere le sue parole sobriamente e modestamente. E davvero dovremmo accogliere lavvertimento di S. Paolo, che luomo naturale non comprende i segreti di Dio, ma li considera come completa follia (I Cor. 2:14). E perch? Perch noi non siamo i suoi consiglieri, ma le cose ci devono essere rivelate dal suo Spirito Santo, altrimenti non le conosceremo mai, e dobbiamo riceverle nella misura in cui egli ce le d.
 
S. Paolo parla qui delle cose che noi conosciamo per esperienza, ossia, che noi siamo i figli di Dio, che egli ci governa con il suo Spirito Santo, che egli ci conforta nelle nostre miserie e ci rafforza mediante la pazienza. Non dovremmo immaginare alcuna di queste cose finch non siamo illuminati dal suo Spirito Santo. In che modo dunque comprenderemo ci che molto pi elevato, ovvero, che Dio ci ha eletti prima della creazione del mondo? Poich largomento posto cos, impariamo a mettere da parte tutto ci che concepiamo nella nostra mente e a metterlo sotto i piedi, e siamo pronti ad accogliere tutto ci che Dio ci comunica, gettando via il nostro giudizio con la certezza che non possiamo portare nulla da parte nostra se non completa stupidit. Vedete quindi che cosa dobbiamo tenere a mente.
Segue...
« Ultima modifica: 15.08.2010 alle ore 04:52:19 by Domenico » Loggato
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #5 Data del Post: 15.08.2010 alle ore 00:11:47 »
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E, infatti, vediamo come S. Paolo ci esorti allo stesso scopo. Anzi, o uomo, chi sei tu, che replichi a Dio? (Rom. 9:20) Dopo aver esposto molte obiezioni che siamo abituati a fare, egli dice, O uomo. Con la parola uomo egli intendeva farci percepire la nostra fragilit, perch non siamo che vermi della terra e marciume. (Sal. 103:14). Ora, dunque, quale audacia aprire la nostra bocca per replicare a Dio? Non forse una perversione dellintero ordine di natura? forse in nostro potere di rapire il sole dal cielo, o di portare la luna tra i nostri denti, come si dice? Tanto meno ci lecito contendere con Dio e avanzare ragioni per controllare i suoi giudizi che non possiamo comprendere.  
 
Vi sono quelli che ammettono che questa dottrina della predestinazione, che S. Paolo tratta qui, sia vera, perch non osano contraddire lo Spirito Santo, e tuttavia vorrebbero che essa fosse sepolta cos che non se ne parli mai. Ma essi semplicemente si dimostrano nullaltro che degli sciocchi nel controllare lo Spirito Santo che ne ha parlato per mezzo dei profeti e degli apostoli, e anche per bocca dellunigenito Figlio di Dio. Perch quando nostro Signore intende rassicurarci della nostra salvezza, egli ci riconduce a questa eterna elezione; e similmente quando intende magnificare il dono della fede, una volta nel decimo capitolo di Giovanni e unaltra nel sesto. E quindi quel genere di persone arrivano in ritardo a mettere a tacere Dio e a cancellare dalla sacra Scrittura le cose che sono qui mostrate. Perch lintera Scrittura utile (II Tim. 3:16). S. Paolo ha detto questo della Legge e dei Profeti. Quindi, anche noi possiamo concludere che non vi sia nulla di superfluo nel vangelo, n nulla che non serva uno scopo e dal quale noi non possiamo essere edificati sia nella fede che nel timore di Dio.
 
Ma questa dottrina contenuta qui, e lo Spirito Santo ne parla forte e chiaro. Devono essere Manichei quelli che vogliono mutilarla ed eliminarla dal vangelo. Perch quello che a loro non piaceva, essi lo mettevano da parte e forgiavano un vangelo con pezzi diversi, non ammettendo altro che ci che essi ritenevano buono. Ora, se tali eretici hanno dimostrato una caparbiet diabolica contro Dio nel separare le cose che dovrebbero essere tenute insieme in un vincolo indissolubile, allora sono altrettanto disonesti e perversi quanti oggi vorrebbero che la dottrina dellelezione fosse ridotta al silenzio. Perch vorrebbero fermare la bocca di Dio, se fosse possibile, e sigillarla ogni volta che pronuncia una qualunque cosa che loro non approvano.
 
Ancora, chiunque pu chiaramente vedere la loro stupidit, in quanto S. Paolo non aveva una prova migliore con la quale magnificare la bont di Dio. Cos, dunque, se non vi fosse altra ragione, sarebbe meglio che lintero mondo cadesse nella confusione piuttosto che questa dottrina fosse ridotta al silenzio. Perch sarebbe forse ragionevole che Dio mostrasse linfinito tesoro delle sue grazie davanti ai nostri occhi perch non se ne parlasse, ma fosse gettato sotto i piedi?
 
Ma vi sono ancora altre due ragioni che mostrano che questa dottrina deve essere necessariamente predicata, e che noi ne ricaviamo un profitto cos grande che sarebbe molto meglio per noi non essere mai nati piuttosto che essere ignoranti di quanto S. Paolo mostra qui. Perch vi sono principalmente due cose a cui dobbiamo mirare e alle quali si conviene che applichiamo tutti i nostri studi e i nostri sforzi, ed esse sono la sintesi stessa di tutto ci che Dio ci insegna con la sacra Scrittura. Una di glorificare Dio come egli merita, e laltra la sicurezza della nostra salvezza, cos che possiamo chiamarlo nostro Padre in piena libert (Rom. 8:15). Se non abbiamo queste due cose, guai a noi, perch non vi n fede n religione in noi. Potremo anche parlare bene di Dio, ma non sarebbe che falsit.
 
Riguardo al primo punto, vi ho gi detto che la grazia di Dio non sufficientemente conosciuta se non ponendo lelezione di Dio, come dire, innanzi ai nostri occhi. Perch supponete che Dio attragga tutti gli uomini allo stesso modo, e che quanti desiderano ottenere la salvezza debbano giungervi con il proprio libero arbitrio e di propria iniziativa. Se fosse cos, allora sarebbe certo che noi meriteremmo di essere ricevuti dalla mano di Dio, e che egli dovrebbe trattare ognuno secondo i suoi meriti. Ma in che modo invece magnificata la bont di Dio? Semplicemente in questo modo, che egli viene innanzi a noi per la sua pura bont e ci ama nonostante tutto, senza trovare n nella nostra persona n nelle nostre opere alcuna ragione per cui dovrebbe amarci. Se questo vero, allora deve esserci lelezione: Dio prende una parte perch egli reputa bene cos, e lascia laltra. In questo modo voi vedete che questo un punto sicuro che la gloria di Dio non appare e non splende come dovuto, a meno che non sia reso noto che egli manifesta la sua bont e il suo amore dove pi gli piace.
 
Ho detto pocanzi che la predicazione della sua Parola un singolare beneficio per noi. E questa la ragione per cui nella Legge e nei Profeti si dice cos spesso che Dio non ha fatto con alcunaltra nazione come ha fatto con la linea di Abrahamo, avendo accordato di sceglierli e adottarli, cosa di cui la Legge d sicura testimonianza. Cos dunque i figli dIsraele furono esortati a lodare Dio, perch egli concesse di dare loro la sua legge (Deu. 4:7), e, nel frattempo, lasci i poveri Gentili soli come un popolo che non gli apparteneva nella medesima maniera. Ma un privilegio ancora maggiore quando egli ci fa trarre profitto da quella Parola. Perch certo che le nostre orecchie potrebbero essere aggredite quotidianamente con le cose che ci dovrebbero essere dette, e noi non ne saremmo mai arricchiti se Dio non ci parlasse mediante il suo Spirito Santo in noi.
 
In questa materia, dunque, Dio dimostra una doppia grazia. Una quando egli suscita gli uomini a predicarci il vangelo, perch nessun uomo adatto e capace di farlo da solo. quindi necessario che Dio mandi coloro che ci chiamano a lui e ci offrono la speranza di salvezza. Ma tuttavia, per tutto questo, notiamo bene che non possiamo credere a meno che Dio non si riveli a noi per mezzo dello suo Spirito Santo e parli al nostro cuore per mezzo dello Spirito Santo, oltre a parlare alle nostre orecchie per bocca delluomo. E questa la ragione per cui il profeta Isaia dice, Chi ha creduto alla nostra predicazione? ed a cui stato rivelato il braccio del Signore? (Isa. 53:1). Egli mostra che non vi fede nel mondo finch Dio non ha operato nella mente e nel cuore degli uomini con la potenza del suo Spirito Santo. E pure per la stessa ragione nostro Signore Ges Cristo dice che nessun uomo viene a lui se non chi attirato dal Padre; ma chi ha imparato da mio Padre (dice), questi viene a me (Gv. 6:44). In una parola, vediamo chiaramente come Dio si mostri misericordioso verso di noi quando concede di illuminarci mediante il suo Spirito Santo affinch possiamo essere attratti alla fede del suo vangelo.  
 
Se questo fosse realizzato comunemente in tutti gli uomini senza distinzione, avremmo ancora motivo di magnificare Dio. Ma ora, quando vediamo che alcuni sono induriti e altri sono incostanti, che alcuni seguono le proprie vie senza ricevere alcun profitto dalla parola ascoltata, e altri sono completamente stupidi, certo che questo rende la grazia di Dio pi evidente per noi, proprio come viene detto da S. Luca che, alla predicazione di S. Paolo, quanti erano ordinati alla salvezza credettero (Atti 13:48). Veramente una moltitudine ascoltava il sermone di S. Paolo, e oltre ogni dubbio, egli da parte sua aveva una tale grazia che avrebbe mosso anche le pietre stesse. Nondimeno, nonostante questo, un gran numero continu nella propria mancanza di fede e caparbiet; altri credettero.
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #6 Data del Post: 15.08.2010 alle ore 00:15:11 »
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Ora, S. Luca dice chiaramente che non che alcuni furono pi intelligenti degli altri, o che vi fosse maggiore inclinazione alla virt in loro piuttosto che negli altri, ma che Dio aveva ordinato a salvezza loro in modo speciale. In una parola, quindi, vediamo che tutti i meriti delluomo devono cessare ed essere posti sotto i piedi, altrimenti Dio non avr la lode che merita. Inoltre, dobbiamo comprendere che la fede non viene da noi, perch se cos fosse, vi sarebbe un qualche merito nelle nostre opere. vero che per fede noi non confessiamo nullaltro che la nostra miseria, che siamo dannati e maledetti, e che non rechiamo con noi altro che il riconoscimento dei nostri peccati. Ma, anche cos, la nostra fede si qualificherebbe come una cosa meritoria se lavessimo di nostra propria iniziativa. Dobbiamo quindi concludere che impossibile per gli uomini credere, se non gli dato dallalto.  
 
E certamente S. Paolo qui dichiara qualcosa ben degno dosservazione quando dice Benedetto sia Dio. E per quale ragione? Proprio perch ci arricchisce cos tanto in Ges Cristo che la nostra vita felice e benedetta. E in seguito aggiunge, secondo la sua elezione di noi. La fede non forse inclusa tra le ricchezze spirituali di cui fa menzione S. Paolo? Si davvero, e (per di pi) la prima di esse. Perch per fede che riceviamo lo Spirito Santo; per fede che diveniamo pazienti nelle nostre avversit; per fede che diveniamo obbedienti a Dio; per fede che siamo santificati al suo servizio. In breve, la fede sempre il primo di tutti i benefici spirituali che Dio ci conferisce.
 
Ora, ricordiamoci bene dellordine di S. Paolo. Egli dice che Dio ci ha dato la fede cos come tutto il resto, secondo la sua elezione di noi. Vediamo dunque che la fede dipende dallelezione, altrimenti dobbiamo reputare S. Paolo un bugiardo. E quindi, riguardo al primo punto, vedete che coloro che non possono soffrire che si parli chiaramente e apertamente della predestinazione, sono nemici mortali della grazia di Dio e userebbero ogni loro potere per oscurarla. Perch (come ho detto prima) nasconderla significa sovvertire tutta la religione.
 
Il secondo punto la sicurezza della nostra salvezza. I papisti dicono che noi dobbiamo dubitarne e che possiamo giungere a Dio solo con una speranza che egli ci accolga; ma rassicurarne noi stessi, no, quello non dovremmo farlo, perch sarebbe una presunzione troppo grande. Ma quando preghiamo Dio, dobbiamo chiamarlo Padre, almeno se siamo discepoli di nostro Signore Ges Cristo, perch egli ci ha insegnato a fare cos.
 
Ora, unavventatezza per noi chiamarlo Padre, o siamo intimamente sicuri che egli sia nostro Padre? Se non fosse cos, allora non vi sarebbe che ipocrisia nelle nostre preghiere, e la prima parola pronunciata sarebbe una menzogna. I papisti quindi non sanno mai cosa significhi pregare Dio, visto che non possono essere sicuri della loro salvezza. Ma (come vedremo in modo speciale nel terzo capitolo) la Scrittura ci mostra che per pregare Dio rettamente, noi dobbiamo avere fede in Ges Cristo, che ci d la fiducia, e su quella fiducia noi sentiamo sempre maggiore coraggio. Anche se cos fosse, noi non dobbiamo esitare n dubitare, ma dobbiamo essere completamente risoluti e intimamente persuasi che Dio ci considera suoi figli. E come pu essere ci se non accogliendo la sua misericordia per fede, come egli ce la offre nel suo vangelo, e anche rassicurando noi stessi che il nostro fondamento la sua eterna elezione? Perch se la nostra fede dovesse dipendere da noi, sicuramente essa ci sfuggirebbe presto; e potrebbe essere scossa definitivamente, se non fosse preservata dallalto. E sebbene noi siamo mantenuti o preservati per fede, come dice S. Pietro (I Pie. 1:5), tuttavia Dio che ci preserva. Se, dunque, la nostra fede non fosse fondata nelleterna elezione di Dio, certo che Satana potrebbe strapparcela ogni minuto. Anche se oggi fossimo i pi saldi del mondo, tuttavia domani potremmo fallire. Ma nostro Signore Ges ci mostra il rimedio per rafforzarci contro tutte le tentazioni quando dice: Voi non venite a me da voi stessi, ma il Padre celeste vi conduce a me; e poich io vi ho accolto come miei protetti, non abbiate timore, perch io vi considero come leredit di Dio mio Padre, e colui che mi ha dato lincarico riguardo a voi e vi ha posti nella mia mano maggiore di tutti (Gv. 10:28-29). Vediamo, dunque, che oltre a mostrare la gloria di Dio, la nostra salvezza anche resa sicura dalleterna predestinazione di Dio, che dovrebbe essere una ragione sufficiente ad indurci a considerare ci che ne dice S. Paolo in questo passo.
 
vero (come ho gi accennato) che molti uomini trovano cavilli quando sentono che Dio ha eletto alcuni come gli parso bene e ha rigettato tutti gli altri. Infatti vediamo che la parte minore che viene a Dio; e perch dunque ha rigettato gli altri? Veramente, sarebbe come dire che la volont di Dio non sufficiente come nostra regola. Dovremmo osservare, primo, che Dio non affatto vincolato ad alcuna persona. Perch se noi abbiamo affermato anche una sola volta questo principio, che egli ci deve anche la minima cosa nel mondo, allora noi mettiamo in dubbio la sua legge. Ma poich egli da parte sua non ha alcun obbligo nei nostri confronti, ma noi gli dobbiamo tutto mentre egli non deve nulla a noi, vediamo allora che cosa guadagniamo con tutte le nostre obiezioni. Perch se mirassimo a costringere Dio a trattare in modo uguale tutti gli uomini, allora egli avrebbe meno libert delle creature mortali. Se un uomo ricco, pu disporre come vuole dei propri beni. Se fa un regalo a qualcuno, forse un motivo per cui debba essere denunciato alla legge, e per cui tutti debbano esigere la stessa somma da lui? Ancora, un uomo desidera promuovere qualcuno che ama. Ora, se tutti i poveri dovessero venire da lui ed esigere che faccia lo stesso anche per loro come obbligo, non sarebbe forse ridicolo? Perch, un uomo pu adottare lestraneo pi distante al mondo per essere suo figlio ed erede, ed libero di farlo. E, attenzione, Dio liberale con tutti gli uomini, perch fa splendere il suo sole sopra i buoni e i cattivi (Mat. 5:45). Egli riserva solo un certo numero di uomini ai quali conferisce il privilegio delladozione come suoi figli. Cosa guadagneremo ancora mormorando contro di lui? Se qualcuno dice che allora sembrerebbe avere riguardo per le persone, non cos (Col. 3:25). Perch egli non elegge il ricco e passa oltre al povero; non sceglie i nobili e i gentiluomini piuttosto che gli uomini di nessun conto e di basso livello (I Cor. 1:26). E quindi non si pu dire che vi sia alcun riguardo per le persone innanzi a Dio, perch nella scelta di coloro che sono indegni egli rispetta unicamente la sua pura benevolenza. N egli considera se uno pi degno di un altro, ma prende quelli che vuole.
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #7 Data del Post: 15.08.2010 alle ore 00:18:04 »
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Cosa potremmo desiderare di pi? dunque una buona ragione per cui noi dovremmo ritenerci soddisfatti della volont di Dio, ed esaminare noi stessi e lasciare che egli scelga chi vuole, perch la sua volont il modello di ogni equit e giustizia. E cos vedete che ogni bocca in tutto il mondo messa a tacere (Rom. 3:19). E sebbene i malvagi e i profani continuino a mormorare e a trovare difetti, e perfino bestemmino, tuttavia Dio tanto potente da conservare la propria giustizia e infinita sapienza, e quando essi hanno colmato la misura delle loro ciance, alla fine sicuro che essi saranno confutati. Da parte nostra vediamo cosa dice qui S. Paolo. Perch non una dottrina oscura quando dice che Dio ci ha benedetti. Veramente, considerando che ci ha illuminati con la fede del vangelo mediante il suo Spirito Santo e ci ha resi partecipi della grazia del nostro Signore Ges Cristo, proprio in questo (dice) egli ci ha mostrato di averci eletti prima della creazione del mondo. E quindi comprendiamo che per magnificare correttamente la grazia di Dio, noi dobbiamo (come ho detto prima) andare a questa sorgente e causa originale, ovvero, allelezione.  
 
Ora, dobbiamo procedere oltre, perch al fine di escludere meglio ogni rispetto e merito che gli uomini potrebbero pretendere, poich siamo sempre inclini ad attribuirci qualcosa e non possiamo sopportare di essere annichiliti, egli dice, prima della fondazione del mondo.  
 
Cos, quindi, poich con quel modo di pensare noi immaginiamo di avere ci che non abbiamo, era essenziale che S. Paolo qui abbattesse ogni simile ridicola follia. E per quella ragione egli dice che non potevamo esaltare noi stessi quando non eravamo ancora nati. Infatti, Dio ci ha eletti prima della creazione del mondo, e cosa dunque potevamo portare a lui? vero che i papisti mostrano molta astuzia su questo punto, perch dicono che Dio ha eletto a salvezza coloro che non lavevano ancora meritato, ma che tuttavia ha eletto coloro che egli ha previsto che lavrebbero meritato. In questo modo essi ammettono che prima dellelezione non vi fu alcun merito, sia secondo lordine che il tempo, ma che Dio (al quale tutte le cose sono dischiuse) sapeva chi lavrebbe meritato. Cos parlando, essi non negano la divina elezione. E cos, per dimostrare che questi miserabili che ai giorni nostri non possono tollerare che se ne parli sono come diavoli incarnati e sostengono una malvagit pi vile e oltraggiosa dei papisti, dobbiamo notare che i papisti ammettono che Dio ha eletto e predestinato coloro che riteneva buoni, anche prima della creazione del mondo. Questo essi lo sostengono, cosa che questi diavoli negano e vorrebbero annichilire la maest di Dio stravolgendo in quel modo il suo consiglio. I papisti (almeno quelli di loro che hanno superato in eccellenza gli altri nel loro cammino, e parlo anche di monaci e frati che sono chiamati teologi scolastici) ammettono anche di pi: che questa elezione di Dio libera e che egli non scelse alcun uomo per alcunaltra ragione che il suo beneplacito. Ma subito dopo essi rivoltano tutto e gettano tutto nella confusione, perch dicono che quando egli scelse chi voleva, lo fece perch se lo meritassero. E su questo essi poggiano tutti i loro meriti, a tal punto da concludere che gli uomini possono vincere il regno dei cieli con le proprie forze. Essi concedono effettivamente questo riguardo allelezione, che un libero dono, ma ritornano sempre alle loro sciocche supposizioni che Dio previde coloro che avrebbero compiuto il bene.
 
Ma come poteva prevedere ci che non avrebbe potuto avvenire? Perch sappiamo che tutta la discendenza di Adamo corrotta, e che non abbiamo la capacit di pensare anche un solo pensiero di buone opere, e tanto meno quindi siamo capaci di intraprendere a fare il bene. Anche se Dio dovesse aspettarci per centomila anni, se tanto potessimo rimanere nel mondo, certo che non giungeremmo mai a lui, n potremmo fare altro che accrescere continuamente i misfatti a nostra condanna. In breve, pi gli uomini vivono nel mondo, e pi profondamente si inabissano nella loro dannazione. E quindi Dio non poteva prevedere ci che non era in noi prima che egli stesso ce lo infondesse.  
 
In che modo dunque giungiamo a Dio? In che modo gli obbediamo? Come possiamo avere una mente quieta che si comporta secondo la fede? Tutte queste cose provengono da lui, e cos segue che egli deve fare tutto da s. Per questa ragione osserviamo che nel dire che Dio ci ha eletti prima della fondazione del mondo, S. Paolo presuppone ci che vero, ossia che Dio non poteva vedere nulla in noi se non il male che vi era, perch non vi era una sola goccia di bont che avrebbe potuto trovare. Cos, dunque, visto che egli ci ha eletti, consideratelo un chiarissimo segno della sua libera grazia. E per la stessa ragione, nel nono capitolo di Romani, dove parla dei gemelli Giacobbe e Esa quando erano ancora nel seno della loro madre prima di aver compiuto n bene n male, viene detto che il maggiore servir al minore affinch tutto provenga dalla parte di chi chiama, e non dalla parte delle loro opere (Rom. 9:11-12).
 
Vediamo dunque come S. Paolo l mostri pi estesamente ci che qui viene accennato brevemente, vale a dire, che poich Dio ci ha scelto prima della creazione del mondo, egli in quel modo mostra sufficientemente che un uomo non pi degno o eccellente di un altro; che egli non ebbe riguardo del merito. Quindi, visto che la distinzione tra Giacobbe ed Esa avvenne prima che essi ebbero compiuto il bene o il male, essa non venne dalle opere, ma da colui che chiama. Tutta la lode, quindi, deve essere resa a Dio e nulla sia riservato alluomo. E cos vedete ancora una volta ci che dobbiamo notare qui quando S. Paolo dice che siamo stati eletti prima della fondazione del mondo.
 
Egli conferma la cosa in modo migliore dicendo che ci fu fatto in Ges Cristo. Se fossimo stati eletti in noi stessi si sarebbe potuto dire che Dio trov in noi qualche virt segreta sconosciuta agli uomini. Ma visto che egli ci ha eletti al di fuori di noi stessi, come dire, ci ha amati al di fuori dal noi stessi, cosa replicheremo? Se faccio del bene ad una persona, perch lamo. E se si ricercasse la causa del mio amore, sarebbe perch siamo simili per carattere, o per qualche altra buona ragione. Ma non dobbiamo immaginare nulla di simile a questo in Dio. E ci viene anche detto esplicitamente qui, perch S. Paolo dice che siamo stati eletti in Ges Cristo. Dio aveva dunque riguardo per noi quando concesse di amarci? No! No! Perch allora ci avrebbe totalmente aborrito. vero che guardando alle nostre miserie egli ebbe piet e compassione per consolarci, ma questo fu perch egli ci amava gi nel nostro Signore Ges Cristo. Dio, quindi, deve aver avuto innanzi a lui il suo modello e specchio nel quale vedere noi, ovvero, egli deve aver prima guardato al nostro Signore Ges Cristo prima che potesse sceglierci e chiamarci.
 
E quindi, per essere brevi, dopo che S. Paolo ci ha mostrato che non potevamo esibire nulla a Dio, ma che egli ag in precedenza per la sua libera grazia eleggendoci prima della fondazione del mondo, egli aggiunge una prova ancora pi certa, vale a dire, che egli lo fece nel nostro Signore Ges Cristo, il quale , come dire, il vero registro. Perch il fatto che Dio abbia concesso di eleggerci, vale a dire, il fatto di averlo concesso da tutta leternit, fu, come dire, come registrarci per iscritto. E la sacra Scrittura chiama lelezione di Dio il libro della vita. Come ho detto prima, Ges Cristo serve come un registro. in lui che noi siamo scritti e annoverati da Dio fra i suoi figli. Visto, dunque, che Dio ebbe riguardo per noi nella persona di Ges Cristo, ne deriva che egli non trov nulla in noi che avremmo potuto presentargli innanzi per indurlo ad eleggerci. Questo, in sostanza, ci che dobbiamo sempre ricordare.
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #8 Data del Post: 15.08.2010 alle ore 00:19:38 »
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Segue poi che affinch fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell'amore. Questa parola amore pu essere riferita a Dio, come se dicesse che non troveremo altra ragione per cui Dio concede di considerarci come suoi figli se non il suo libero amore. Oppure (come sembra molto probabile) S. Paolo ci mostra qui che la vera irreprensibilit e perfezione dei credenti consiste, come dire, nel camminare in ogni rettitudine innanzi a Dio. Non possiamo esporre tutto ora, ma sar sufficiente illustrare brevemente cosa intendeva S. Paolo. Infatti egli mostra qui che sebbene lelezione di Dio sia libera, e abbatta e annichilisca ogni merito, opera e virt degli uomini, nondimeno non ci fornisce la licenza di compiere il male e di condurre una vita disordinata, o di essere senza freni, ma piuttosto serve ad allontanarci dal male nel quale siamo sprofondati. Infatti, per natura, noi non possiamo fare altro che provocare lira di Dio; la malvagit regner sempre in noi; e siamo tenuti sotto le catene e la tirannia di Satana. Dio, quindi, deve operare e cambiarci, perch ogni bont proviene dalla sua elezione, dice S. Paolo.
Segue...
Vedete, dunque, che ci a cui egli intendeva condurre i fedeli, era di far loro sapere che proprio come Dio li ha eletti per la sua libera grazia, cos egli non li lascia liberi di consegnarsi alla malvagit, ma intende serbarli e preservarli puri a s. Perch lelezione divina di noi, e con essa la sua chiamata alla santit sono due cose inseparabilmente congiunte, proprio come S. Paolo dice in un altro passo, che noi non siamo stati chiamati allimpurit e alla corruzione, ma per essere dedicati a Dio in ogni piet e santit (I Tes. 4:7).
 
Ora, poich non possiamo esporre tutto questa volta, cerchiamo di trarre profitto da questa dottrina. E visto che noi ora stiamo per prepararci a ricevere la cena di Nostro Signore Ges Cristo, che un pegno per noi della nostra elezione, cos come la speranza della nostra salvezza e di tutti i benefici spirituali che scaturiscono da questa sorgente e fonte del libero amore di Dio, sappiamo che in essa egli manifesta a noi le sue ricchezze affinch non ne abusiamo, ma con lo scopo di esserne glorificato dalle nostre mani, non solo con la nostra bocca, ma anche con la nostra vita intera. E poich sosteniamo tutte le sue cose, impariamo pure ad essere suoi e a dare noi stessi alla sua obbedienza, affinch egli possa compiacersi di noi pacificamente. E miriamo sempre a questo segno, vale a dire, a raggiungere una sicura approvazione che egli ci considera e ci possiede come suoi figli, portando i suoi segni e mostrando nelle opere stesse che siamo veramente governati dal suo Spirito Santo che ci chiama a lui come nostro Padre. Cos vedere, in effetti, cosa dobbiamo notare in questo capitolo fino al seguente.
 
Ora, abbassiamoci innanzi alla maest del nostro buon Dio riconoscendo i nostri falli, pregandolo di farceli sentire in modo tale che possiamo trarre continuamente profitto nel suo timore, e siamo in esso sempre pi fortificati; e, contemporaneamente, di avere pazienza per la nostra debolezza, affinch possiamo sempre godere della sua grazia finch non ci avr posti in possesso di tutte le cose quando avr messo via i nostri peccati e li avr cancellati completamente in virt di nostro Signore Ges Cristo. E diciamo tutti, Dio Onnipotente, Padre che sei nei cieli.  
 
Avendo sottomano lintero documento di Calvino per ci che riguarda lelezione divina, si potr passare al confronto e mettere in risalto ci che si condivide e quello che non si accetta.
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #9 Data del Post: 15.08.2010 alle ore 00:52:34 »
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Pace Domenico,
scusami, ma non erano stati post i Link, per questo?
Io stesso, avevo postato il Link del documento del quale tu adesso chiedi di fare quanto ho gi fatto io, cio "mettere in risalto" questo o l'altro pezzo, del "brano"/documento che era visionabile attraverso il link indicato.
 
Due interventi per indicare che "Eliseo" ha nerettato e sottolineato...., come se Eliseo avesse "manipolato", anzi modificato una qualche cosa.
Boh....
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #10 Data del Post: 15.08.2010 alle ore 04:29:30 »
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Quando si cita un autore, per correttezza letteraria,  si deve riportare quello che l'autore ha scritto, anche per ci che riguarda il neretto, il corsivo e la sottolineatura. Se l'autore non usa questi attributi e chi  lo cita gliele inserisce, deve almeno precisare che gli attributi presenti nel testo, non appartengono all'autore, cosa che tu, caro Eliseo, non hai fatto. Riconoscilo, per piacere!
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #11 Data del Post: 15.08.2010 alle ore 11:54:11 »
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on 15.08.2010 alle ore 04:29:30, Domenico wrote:
Quando si cita un autore, per correttezza letteraria, si deve riportare quello che l'autore ha scritto, anche per ci che riguarda il neretto, il corsivo e la sottolineatura. Se l'autore non usa questi attributi e chi lo cita gliele inserisce, deve almeno precisare che gli attributi presenti nel testo, non appartengono all'autore, cosa che tu, caro Eliseo, non hai fatto. Riconoscilo, per piacere!

Scusami ancora Domenico, e mi scusino pure i Moderatori, ma non capisco assolutamente tutto questo accanimento in difesa di non si s bene che cosa, e a motivo dei "neretti" e "sottolineature"...
 
Mai, che io ricordi, qualcuno si messo sul sentiero di guerra e a protestare a motivo di un "neretto" o "sottolineatura", quanto pi se "il testo" in questione, riportato nel Link.
 
Trovo assurdo questo tuo atteggiamento, e ancora pi assurde le tue "pretese".
 
Qui si cita continuamente La Parola di Dio, si sottolinea e si neretta a pi non posso, si "ingrandisce", si "colora", si posta "un verso" o "parte di esso", senza mai riportare n "il link" del testo "originale", n ricopiare sul forum tutta "l'opera letteraria", e mai nessuno si sentito "in dovere" di protestare e di chiedere "correttezza" nel trascrivere "l'opera letteraria", che come ben sappiamo, non contiene "neretti", n "sottolineature", n "colori" o altro...., al massimo, qualche "corsivo"....
 
Resta dunque solo una domanda: Cos' che spinge Domenico a fare tutto questo chiasso per un "neretto"?
E per giunta, non sul "Libro dei Libri", ma su "un Sermone" di Calvino....
 
infatti la prima volta, che "nerettando" una citazione, vengano fuori assurdit del genere...., eppure, tutti gli autori sono stati citati, nerettati, sottolineati, colorati, ingranditi a piacimento, senza nessuna leveta di scudi da parte di nessuno, in nome di una "correttezza letteraria" e di ci che "appartiene all'autore"...
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #12 Data del Post: 15.08.2010 alle ore 14:29:10 »
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Una nota di servizio.  
 
Carissimi, normalmente nei forum si tende a snellire i post e a non riportare brani o sermoni interi, ma a postarne i link. Chi legge sui forum andr a vedere l' "opera originale" nel link.  
 
E' intuitivo, per chi avvezzo a leggere nei forum, che neretti e sottolineature in frasi riportate dall'originale linkato siano non dell'autore del testo, ma dell'autore del post.  
 
Quindi scrivere nel post "i neretti sono miei (o frase simile)" sarebbe da considerare un estremo (gentile) scrupolo verso chi non abituato a quel "mezzo" che un forum (e magari non sa come utilizzare il link, basta cliccarci su), non una scorrettezza.  
 
Spero che tutto sia chiarito e che questa interessante discussione sull'elezione incondizionata continui.  
 
« Ultima modifica: 15.08.2010 alle ore 14:39:25 by alle » Loggato

" Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'et presente ".
(Ges, in Matteo 28:20)
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #13 Data del Post: 15.08.2010 alle ore 14:46:13 »
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Ho provveduto a modificare il post, nella forma, perch nella sostanza, e nelle "lettere", non cambiato nulla.  
Solo un'ultima frase, aggiunta.  Sorriso
 
Invito dunque a rileggerlo, forse adesso saranno "pi chiare" le questioni poste.  Sorriso
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Re: Calvinismo: elezione incondizionata
« Rispondi #14 Data del Post: 16.08.2010 alle ore 10:07:59 »
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Augurandomi che la discussione non scemi sul personale, prover ad argomentare le mie convinzioni nella speranza che il dialogo sia costruttivo per tutti  Amici
 
Per questa ragione vorrei fare una premessa: il dibattitto che stiamo affrontando ha impegnato e impegna tutt'ora fior di teologi; ritengo, per questa ragione, costruttivo tenerlo a mente e non fare della propria convinzione un "assoluto".  
 
La questione nasce dall'esigenza di conciliare l'eterno proposito di Dio e la libert umana.
 
Vediamo prima di tutti quali sono i punti che uniscono tutti gli evangelici (o almeno la maggioranza):
  • Esiste un prgetto di redenzione da prima della fondazione del mondo. (I Pie. 1:17-20)

  • per attuare questo progetto, il Padre ha mandato il Figlio nel mondo per compierLo (I Giov. 4:9-10: Giov. 16:28; 17:4)

  • La salvezza compiuta da Ges diventa operante per mezzo dello Spirito Santo


  • Tutti concordano pure sul fatto che il ravvedimento e la fede sono necessari per la salvezza dell'individuo

  • concordiamo pure sul fatto che dopo la conversione chi giustificato di solito conscio che questa faceva parte del piano di Dio.

 
Ora, volendo sintetizzare un p il discorso, la diatriba nasce riguardo la base dell'elezione.
 
Per alcuni (me compreso), l'elezione originata dal fatto che Dio ha previsto sia la fede potenziale dell'individuo sia l'accettazione del vangelo una volta udito. In questo caso l'elezione conferma e sigilla la risposta a Dio con il conseguente frutto della predestinata conformit a Cristo.

Per altri, la risposta di fede non altro che il risultato di una precedente grazia elettiva

 
Nel primo caso la difficolt sta nel capire perch si debba usare la parola elezione.
Nel secondo caso sta nel fatto che l'elezione di Dio prescinda completamente dalla questione della responsabilit dell'uomo.
 
Vorrei fare alcune, ulteriori ,  considerazioni (sperando di non essere troppo noiso) sulla base della scrittura:
 
  • La bibbia non accenna mai all'idea che Dio forzi la volont delle sue creature.

  • La misericordia di Dio completamente immeritata.

 
Vorrei fare anche una breve sintesi storica sul percorso teologico riguardo la questione (mi scuso con gli esperti in materia se sar troppo sintetico):
  • Dopo l'epoca apostolica e fino al 350, in opposizione al fatalismo dei pagani, si sottolineava la libert umana

  • dal 350-600 d.C. Con Agostino si incominci ad affrontare l'argomento sottolineando la grazia in opposizione all'eresia pelagiana.

  • dal 600-1500 d.C. gli studiosi occidentali furono soprattutto agostiniani

  • Nell'era della riforma, se nella teoria la CCR era agostiniana, in realt nella sostanza era pi pelagiana. Con Calvino la questione si affronta  per la prima volta in modo approfondito.

  • successivamente con Arminio nasce l'arminianesimo presente nell'insegnamento di John Wesley

  • Molti settori della chiesa agostiniana rivaleggiavano con l'arminianesimo

 
Credo sarebbe un errore  pensare che ogni chiesa e ogni credente debba per forza identificarsi con uno dei sistemi fin qui citati. Ognuno di essi stato elaborato in reazione ad una tendenza contraria:
  • Il pelagianesimo in reazione al fatalismo dei pagani del manicheismo

  • l'agostinianismo in reazione all'insegnamento di Pelagio.

  • l'accentuazione di Calvino sulla sovranit di Dio, in reazione al sacerdotalismo cattolico romano.

  • l'arminianismo in reazione al calvinismo

 
Anzich fomentare dissensi sarebbe bello riconoscere i pregi e i limiti di ognuno di essi. Ogni tentativo di riproporre questi sistemi in contesti stoico-ecclesiastici diversi da quelli in cui sono nati artificioso.
 
......aspetto a motivare la mia convinzione per dare un p di spazio alla meditazione Amici
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Togli via la volont libera, e non vi sar pi nulla da salvare; togli via la grazia, e non vi sar nulla con cui salvare.
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