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La politica di Cristo non è di questo mondo (letto 189 volte) |
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ilcuorebatte
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"Noi ci battiamo per il nostro tutto" Atanasio

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Re: La politica di Cristo non è di questo mondo
« Rispondi #1 Data del Post: 17.01.2026 alle ore 15:35:37 » |
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Buongiorno Federico, grazie ancora per la condivisione. L’articolo è denso e complesso, e mi pare impossibile esaurire la tua riflessione con una lettura superficiale. In linea di massima mi riconosco nella tua tesi e, volendo aggiungere solo un primo spunto ulteriore, mi pare interessante ricordare un aspetto che non tocchi direttamente nel testo. Questa chiara distinzione tra Chiesa e Stato, e quindi anche un certo modo di fare politica e di rapportarsi alla “politica del mondo”, rientra infatti nella genesi ed è un tratto identitario di molti movimenti nati in seno alla Riforma radicale – tra cui anche quelli con cui stai dialogando e che spesso vengono definiti “evangelici non storici” o, in termini più tecnici, evangelical. Vale la pena ricordare che già all’interno della Riforma questo tema venne discusso in modo acceso. Gli anabattisti furono i primi a prendere una posizione netta: rifiutarono di aderire alle Chiese “nazionali” o territoriali e sostennero la necessità di una comunità di credenti separata dal potere civile. Conrad Grebel, nella Lettera a Thomas Müntzer affermava che la vera Chiesa non deve “servirsi della spada” né confondersi con le istituzioni politiche. Michael Sattler, autore principale della Confessione di Schleitheim (1527), un documento fondamentale in cui si afferma esplicitamente: la separazione tra Chiesa e mondo, il rifiuto della violenza e della militanza politica, l’incompatibilità tra sequela di Cristo e uffici civili che richiedano l’uso della forza. Menno Simons, figura chiave dell’anabattismo olandese, nei suoi Foundation of Christian Doctrine (1539) insiste sul fatto che i veri cristiani non devono “governare per mezzo della spada”, né mescolare il Vangelo con il potere politico. Balthasar Hubmaier, pur con una visione un po’ più elastica rispetto ai pacifisti radicali, difendeva comunque la necessità di una Chiesa dei credenti separata dallo Stato, come emerge da On Heretics and Those Who Burn Them (1524). Vero che la teologia anabattista non fu mai completamente unitaria: si sviluppò in contesti diversi (Svizzera, Germania meridionale, Paesi Bassi) e con sensibilità talvolta molto distanti. E non si può dimenticare che, nella rivolta di Müntzer e nella tragedia di Münster, emersero correnti apocalittiche e rivoluzionarie che arrivarono a teorizzare – e tentare – una società teocratica in cui lo Stato avrebbe dovuto garantire l’ordine spirituale. Tuttavia, è altrettanto vero che questi episodi furono eccezioni, riconosciute come deviazioni dalla grande tradizione anabattista. Il pensiero prevalente e più autorevole, rappresentato dai suoi leader pur con differenze interne, convergevano su un punto decisivo: lo Stato appartiene all’ordine del mondo, la Chiesa appartiene all’ordine del Regno; unirli corrompe entrambi. L’altro punto che vorrei portare alla tua attenzione è che, per come poni la questione, la riflessione è molto ampia e il tuo articolo davvero molto elaborato. In un contesto come questo forum diventa difficile sia discutere in modo efficace sia trovare interlocutori che possano risponderti sullo stesso livello di profondità. Per questo, se hai spunti, argomentazioni o domande più specifiche da isolare, credo sarebbe più semplice instaurare un dialogo più fluido e costruttivo per tutti.
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Marmar
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Re: La politica di Cristo non è di questo mondo
« Rispondi #2 Data del Post: 17.01.2026 alle ore 19:14:06 » |
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Facendo una semplicissima considerazione (non posso permettermi di andare oltre), avendo ascoltato Guzzi in diverse occasioni in rete, mi sembra di aver capito che il suo scopo, con il suo movimento, non sia entrare in politica né fondare un partito, ma sensibilizzare fortemente gli interessati a vivere pienamente e con maggiore presa di coscienza la realtà cristiana cui appartengono, organizzandosi in gruppi. Il tutto si svolge in un contesto cattolico, quindi il "taglio" delle sue argomentazioni sarà rispettoso dei canoni vigenti. Il millenarismo è sempre stato un argomento molto delicato in ambiente cattolico, perciò il suo eschaton sarà in linea con l'ambiente in cui opera, con una visione del Regno che si attua per "progressione" fino alla conversione di tutta l'umanità al Cristo.
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Fpecchini
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Re: La politica di Cristo non è di questo mondo
« Rispondi #3 Data del Post: 17.01.2026 alle ore 19:29:44 » |
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Buonasera e grazie della gentile risposta, piena di spunti interessanti. In effetti sarei molto interessato ad approfondire lo studio della teologia anabattista, di cui ho spesso sentito parlare da autori anglofoni e a cui mi sono sempre sentito intuitivamente affine. Uno di questi autori, a cui mi sono molto ispirato nella stesura dell'articolo pur senza citarlo direttamente, è Vernard Eller - membro a quanto ho capito di una Chiesa dei Fratelli americana. Era un amico di Jacques Ellul, e ha scritto diversi libri interessanti (leggibili qui in inglese:http://www.hccentral.com/eller1/), tra cui il prezioso Christian Anarchy (Anarchia Cristiana). Sapresti dirmi se in Italia sono attivi gruppi anabattisti o similari? Io sono di Reggio Emilia e mi piacerebbe conoscere di persona alcune realtà sul territorio. Infine, capisco che l'articolo sia un po' troppo lungo per un forum, ma d'altronde la questione è estremamente complessa e forse impossibile da semplificare oltre un certo punto. Inoltre sono effettivamente alla ricerca di interlocutori per confrontarmi e proseguire la ricerca, e ti sarei grato se avessi il tempo e la voglia di approfondire il dialogo, qui o con altri mezzi, o di indicarmi persone di tua conoscenza che potrebbero essere interessati a farlo. Grazie ancora, Federico
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Re: La politica di Cristo non è di questo mondo
« Rispondi #4 Data del Post: 17.01.2026 alle ore 19:37:48 » |
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on 17.01.2026 alle ore 19:14:06, Marmar wrote:Facendo una semplicissima considerazione (non posso permettermi di andare oltre), avendo ascoltato Guzzi in diverse occasioni in rete, mi sembra di aver capito che il suo scopo, con il suo movimento, non sia entrare in politica né fondare un partito, ma sensibilizzare fortemente gli interessati a vivere pienamente e con maggiore presa di coscienza la realtà cristiana cui appartengono, organizzandosi in gruppi. Il tutto si svolge in un contesto cattolico, quindi il "taglio" delle sue argomentazioni sarà rispettoso dei canoni vigenti. Il millenarismo è sempre stato un argomento molto delicato in ambiente cattolico, perciò il suo eschaton sarà in linea con l'ambiente in cui opera, con una visione del Regno che si attua per "progressione" fino alla conversione di tutta l'umanità al Cristo. |
| Grazie della risposta. Sono d'accordo, il messianismo politico di Guzzi è in effetti declinato a partire da un'escatologia gradualista o progressista come l'hai chiamata, stando ben attento ad evitare un millenarismo completo. Ma anche questa forma di millenarismo mitigato non mi convince, nonostante come dici tu essa sia in linea con il Magistero della Chiesa Cattolica almeno fin dal Vaticano II.
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ilcuorebatte
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Re: La politica di Cristo non è di questo mondo
« Rispondi #5 Data del Post: 18.01.2026 alle ore 11:38:30 » |
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Con il termine anabattismo non si indica una chiesa unica e compatta, ma una corrente del XVI secolo che inglobò movimenti diversi, talvolta anche molto eterogenei tra loro, accomunati soprattutto dal rifiuto del battesimo infantile e da una visione radicale della vita cristiana. Proprio per questa radicalità e per la loro posizione fuori sia dal cattolicesimo sia dalla Riforma classica, la maggior parte delle comunità anabattiste fu duramente perseguitata e in larga parte sterminata nel giro di pochi decenni. Dal punto di vista strettamente storico, le uniche realtà ecclesiali che possono essere collegate in modo continuativo all’anabattismo originario sono le chiese mennonite (da cui, in un secondo momento, nascerà anche il ramo amish), e hutterite. Oggi in Italia si trovano soprattutto piccole comunità mennonite, come la Comunità Evangelica Cristiana Mennonita Shalom a Palermo e qualche altro gruppo sparso nel tempo. Riguardo all’eredità spirituale dell’anabattismo, è un tema molto dibattuto: alcuni ritengono che la Chiesa Battista inglese abbia ricevuto influenze dal mondo mennonita olandese. In italiano c’è un testo molto interessante — forse un po’ celebrativo — di William R. Estep, La verità è immortale, che affronta proprio queste domande e offre una panoramica chiara sulla storia anabattista.
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Re: La politica di Cristo non è di questo mondo
« Rispondi #6 Data del Post: 19.01.2026 alle ore 10:04:59 » |
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A me risulta che Gesù non aveva una sua politica ne una sua dottrina, perchè Lui rispose: la mia dottrina non è mia ma di Colui che mi ha mandato. Mi rendo conto che è per noi difficile entrare di fatto nel merito e il mondo religioso dibatte sempre più intorno a ragionamenti leciti ma inconcludenti. Le religioni e la politica vanno sempre a braccetto; se c'è all'iniziouna certa resistenza poi col tempo scema e ci si adegua. Una delle ragioni per cui si contionua a dibattere è perchè è venuta meno la vera consacrazione dei servitori di Dio e hanno preso il loro posti quelli che dicono di intendere o si ritengono di loro proprio senno servitori di Dio. Non è una novita, ovviamente, perchè anche ai tempi dell'apostolo Paolo gia cominciava a serpeggiare questo spirito, tanto che fu costyretto a rimproverare i GAlati dicendo: Galati insensati, chi vi ha ammaliati che avendo cominciato per lo spirito ora vogliate perfezionarvi per la carne? Voi davanti ai quali Cristo è stato rappresentato al vivo. Ecco ciò che manca e in mancanza di ciò occorre riempire il vuoto con discussioni teorie e dottrine varie che non danno la vita ma pare che facciano vivere. Lo stesso Paolo avverte Timoteo dicendogli: Riprendi esorta a tempo e fuori di tempo con ogni pazienza e dottrina, sapendo che verranno i giorni cui gli uomini non sopporteranno la sana dottrina ma avendo desiderio di udire novità di cercheranno dottroi secondo i loro personali desideri. Morale? Come allora così anche oggi coloro che fanno parte a Cristo soffrono nel dover udire tante vane parole ma sanno che il vero pane viene dal cielo, così come è scritto. Vorrei qui ricordare ciò che Paolo dice anche agli anziani di Efeso Fatti 20:17-36.
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Re: La politica di Cristo non è di questo mondo
« Rispondi #7 Data del Post: 19.01.2026 alle ore 21:14:34 » |
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on 18.01.2026 alle ore 11:38:30, ilcuorebatte wrote:Con il termine anabattismo non si indica una chiesa unica e compatta, ma una corrente del XVI secolo che inglobò movimenti diversi, talvolta anche molto eterogenei tra loro, accomunati soprattutto dal rifiuto del battesimo infantile e da una visione radicale della vita cristiana. Proprio per questa radicalità e per la loro posizione fuori sia dal cattolicesimo sia dalla Riforma classica, la maggior parte delle comunità anabattiste fu duramente perseguitata e in larga parte sterminata nel giro di pochi decenni. Dal punto di vista strettamente storico, le uniche realtà ecclesiali che possono essere collegate in modo continuativo all’anabattismo originario sono le chiese mennonite (da cui, in un secondo momento, nascerà anche il ramo amish), e hutterite. Oggi in Italia si trovano soprattutto piccole comunità mennonite, come la Comunità Evangelica Cristiana Mennonita Shalom a Palermo e qualche altro gruppo sparso nel tempo. Riguardo all’eredità spirituale dell’anabattismo, è un tema molto dibattuto: alcuni ritengono che la Chiesa Battista inglese abbia ricevuto influenze dal mondo mennonita olandese. In italiano c’è un testo molto interessante — forse un po’ celebrativo — di William R. Estep, La verità è immortale, che affronta proprio queste domande e offre una panoramica chiara sulla storia anabattista. |
| Di nuovo grazie per le utili informazioni. Dove posso trovare informazioni invece su quelli che tu chiami “evangelici non storici”? A livello dottrinale-teologico come anche a livello di chiese ad oggi esistenti ed attive in Italia?
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Re: La politica di Cristo non è di questo mondo
« Rispondi #8 Data del Post: 19.01.2026 alle ore 21:41:22 » |
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on 19.01.2026 alle ore 10:04:59, salvo49 wrote:A me risulta che Gesù non aveva una sua politica ne una sua dottrina, perchè Lui rispose: la mia dottrina non è mia ma di Colui che mi ha mandato. Mi rendo conto che è per noi difficile entrare di fatto nel merito e il mondo religioso dibatte sempre più intorno a ragionamenti leciti ma inconcludenti. Le religioni e la politica vanno sempre a braccetto; se c'è all'iniziouna certa resistenza poi col tempo scema e ci si adegua. Una delle ragioni per cui si contionua a dibattere è perchè è venuta meno la vera consacrazione dei servitori di Dio e hanno preso il loro posti quelli che dicono di intendere o si ritengono di loro proprio senno servitori di Dio. Non è una novita, ovviamente, perchè anche ai tempi dell'apostolo Paolo gia cominciava a serpeggiare questo spirito, tanto che fu costyretto a rimproverare i GAlati dicendo: Galati insensati, chi vi ha ammaliati che avendo cominciato per lo spirito ora vogliate perfezionarvi per la carne? Voi davanti ai quali Cristo è stato rappresentato al vivo. Ecco ciò che manca e in mancanza di ciò occorre riempire il vuoto con discussioni teorie e dottrine varie che non danno la vita ma pare che facciano vivere. Lo stesso Paolo avverte Timoteo dicendogli: Riprendi esorta a tempo e fuori di tempo con ogni pazienza e dottrina, sapendo che verranno i giorni cui gli uomini non sopporteranno la sana dottrina ma avendo desiderio di udire novità di cercheranno dottroi secondo i loro personali desideri. Morale? Come allora così anche oggi coloro che fanno parte a Cristo soffrono nel dover udire tante vane parole ma sanno che il vero pane viene dal cielo, così come è scritto. Vorrei qui ricordare ciò che Paolo dice anche agli anziani di Efeso Fatti 20:17-36. |
| Ciao Salvo, grazie della risposta. Ammetto però di non avere capito del tutto lo spirito del tuo commento: se esso è una critica a qualcosa che ho scritto nell'articolo, o a chi mescola religione e politica o a chiunque dibatte di quale sia la vera dottrina. È infatti sicuramente vero che fin dai tempi di Paolo giravano false e vane dottrine, anche in seno alla chiesa, ma è altrettanto vero che Paolo era il primo a difendere la dottrina vera e ad esortare i fratelli istruiti in essa a compartirla con gli altri (Galati 6,6) e a "confutare coloro che [la] contraddicono" (Tito 1,9).
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Re: La politica di Cristo non è di questo mondo
« Rispondi #9 Data del Post: 20.01.2026 alle ore 12:14:21 » |
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non sono critiche ma riflessioni personali che si possono o meno condividere. Resta il fatto che, come dici tu, Paolo difendeva la sana dottrina, quella che lui aveva imparato alla scuola dello Spirito Santo e non quella ereditata dal suo passato. Occorre dire che Paolo ha fortemente contrastato l'interpretazione che ne davano della antica dispensazione e ha focalizzato il suo ministerio datogli da Dio e non da titolo di studio, sulla persona di Gesù Cristo solamente e non è andato dietro a dottrine di uomini che lui stesso contestava e contro cui si è sempre e in molti modi espresso. Oggigiorno prova a cercare per vedere se trovi ministri di culto guidati da Dio e che hanno una parola di vita, ovvero che parlano allo spirito dell'uomo e dunque anche alla sua anima, oppure parlano solo all'anima e non allo spirito. Credimi, sono rari e non vanno dietro le folle, non cercano acclamazioni nè i danari dei credenti, perchè hanno a cuore solo il consenso di Dio che non guarda alla qualità degli uomini. Io non sono contrario alla ricerca della verità ma al come quella viene perseguita. So benissimo che il vuoto non esiste ma so anche che spesso lo riempiamo di cose inutile ai fini della vita eterna. Cercate le cose di sopra, disse Gesù. E' evidente credo che si sopra si riferisca esattamente a ciò che viene dal cielo, perchè il verto pane non viene da Mosè ma direttamente da Dio tramite Gesù vero pane che da la vita.
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Fpecchini
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Re: La politica di Cristo non è di questo mondo
« Rispondi #10 Data del Post: 25.01.2026 alle ore 12:10:03 » |
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Caro Salvo, scusa il ritardo nel rispondere. Direi di essere d'accordo con quanto scrivi. Credo che l'appello all'umiltà sia sempre necessario, forse davvero l'appello centrale, fondamentale, di tutto il messaggio evangelico, senza il quale tutto, anche la fede e la carità, possono trasformarsi nella loro ombra distorta. E' un appello che cerco di ripetermi di continuo, pregando Dio di assistermi, da quando convertendomi ed affidandomi a Lui, ho capito che il mio più grande errore negli anni giovanili è stato proprio di aver lasciato che una certa superbia, un certo orgoglio di fondo guidassero le mie ricerche intellettuali. In quest'ottica, ritengo che sia comunque mio dovere di credente passare al vaglio le affermazioni dottrinali di coloro che si dicono cristiani, e anche di criticarle, qualora vi trovassi degli errori. Ovviamente sempre in spirito di correzione fraterna, con estrema umiltà e prudenza, consapevole del fatto che infine, su alcuni punti nevralgici, l'esatta volontà di Dio rimanga sempre un mistero inconoscibile per noi uomini, a cui è richiesto, proprio in quanto credenti, di abbandonare la nostra pretesa di capire tutto e affidarci piuttosto alla Grazia e alla Volontà di Dio. E ciononostante rimane la necessità di operare indefessamente il nostro discernimento, chiedendo a Dio di ispirarci in tale impresa, per non cadere negli inganni del Maligno e mantenere noi stessi e i nostri fratelli sulla retta via. E' un lavoro estremamente arduo e pieno di insidie, eppure, mi sembra, è quanto ci viene richiesto.
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| « Ultima modifica: 25.01.2026 alle ore 12:11:01 by Fpecchini » |
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ilcuorebatte
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Re: La politica di Cristo non è di questo mondo
« Rispondi #11 Data del Post: 29.01.2026 alle ore 17:59:47 » |
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on 19.01.2026 alle ore 21:14:34, Fpecchini wrote: Di nuovo grazie per le utili informazioni. Dove posso trovare informazioni invece su quelli che tu chiami “evangelici non storici”? A livello dottrinale-teologico come anche a livello di chiese ad oggi esistenti ed attive in Italia? |
| La classificazione degli “evangelici non storici” è in realtà molto dibattuta, e il rischio è che queste suddivisioni diventino facilmente arbitrarie. In linea generale, quando si parla di evangelici non storici ci si riferisce a quelle comunità che non provengono direttamente dalle chiese della Riforma storica (valdesi, metodisti, luterani, riformati, battisti, Fratelli), ma che si sono sviluppate più recentemente o in forme indipendenti. Il fatto che la categoria sia così discussa lo dimostra proprio il fatto che, in certi contesti, vengono inseriti tra gli “storici” anche gruppi come Battisti, Fratelli e persino i Metodisti, pur non appartenendo alla Riforma del XVI secolo. Questo li fa sfuggire alla definizione stretta di “non storici” e rivela quanto fluida sia la terminologia. Dentro questa ampia categoria di evangelici non storici troviamo comunità molto diverse tra loro. Le più numerose, in Italia, sono certamente le realtà pentecostali e carismatiche, caratterizzate da una forte enfasi sull’esperienza dello Spirito Santo, sulle guarigioni, sulla preghiera carismatica e sui doni spirituali. Le ADI, ad esempio, rientrano in quest’area, così come la Chiesa Apostolica, insieme a una vasta rete di comunità carismatiche indipendenti. Accanto a queste esistono anche esigue comunità evangeliche indipendenti non carismatiche, che per predicazione e vita comunitaria richiamano più da vicino il protestantesimo evangelico classico: realtà vicine, per impostazione, a Battisti e Fratelli, con culto semplice, predicazione biblica e battesimo dei credenti. Anche in questo caso, tuttavia, ogni chiesa mantiene caratteristiche proprie, perché non esiste una struttura comune né un corpo dottrinale condiviso. Negli ultimi anni si sono diffuse anche le chiese nondenominazionali o di tipo “contemporary worship”, spesso ispirate a modelli americani: musica moderna, culto informale, forte presenza online, linguaggio pratico. Normalmente presentano una teologia evangelica conservatrice, spesso con elementi carismatici, pur senza riferirsi a una confessione storica ben definita. Dal punto di vista teologico, dando per assodate le dottrine fondamentali del cristianesimo riassunte nel Credo niceno-costantinopolitano, si può dire che la grande maggioranza di queste realtà non storiche si riconosce in alcuni tratti generali del protestantesimo riformato, in particolare: la centralità assoluta della Scrittura, la salvezza per grazia mediante la fede, il sacerdozio universale dei credenti. Rimane invece una certa fluidità nelle aree dell’ecclesiologia e dell’ermeneutica biblica, dove le differenze possono essere molto marcate da una comunità all’altra. Un saluto.
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| « Ultima modifica: 30.01.2026 alle ore 10:24:26 by ilcuorebatte » |
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