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   Autore  Topic: Osservazioni sulla Genesi  (letto 2373 volte)
andreiu
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Re: Osservazioni sulla Genesi
« Rispondi #15 Data del Post: 14.06.2013 alle ore 09:08:04 »
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on 14.06.2013 alle ore 03:23:50, Emeth wrote:

 
Giovanni 2:11 - A Cana avviene il primo miracolo di Ges:
Ges fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifest la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.
In Giovanni 2:23 Ges compie diversi segni miracolosi:
Mentre egli era in Gerusalemme, alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i segni miracolosi che egli faceva.
Cosa leggiamo infine in Giovanni 4:54?
Ges fece questo secondo segno miracoloso, tornando dalla Giudea in Galilea.
Un primo segno, diversi segni... e poi un secondo segno?
Qualcosa nella scelta delle Fonti and storto...

 
Caro Emeth non and storto nulla. Precisando che a parte forse il Vangelo di Luca, gli evangelisti non seguono un ordine cronologico preciso, in Giovanni vedi che a Cana di Galilea Ges compie il primo miracolo, poi si parla di pi miracoli ed in Gv 4:54 si parla di un secondo segno miracoloso ma precisando che questo avvenne quando Ges torn dalla Giudea alla Galilea, ovvero non il secondo miracolo in senso assoluto, ma circostanziato a quel viaggio che Ges stava facendo, pertanto non vedo contraddizioni.
 
Se poi vuoi parlare di critica testuale parlando dell' "aggiunta al Vangelo di Marco" apri un 3d a parte. Comunque il messaggio della Bibbia non viene inficiato da niente.
 

Quote:
In Matteo 3:17, Marco 1:11 e Luca 3:22 leggiamo:
Una voce venne dai cieli: Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto.
In pochi sanno che nei Testi Originali questo versetto risulta essere ben diverso... Quale risulta quindi essere la versione Originale di questo passo? Ve la mostro:
Una voce venne dai cieli: Tu sei il mio diletto Figlio; Io oggi ti ho generato.
Questo versetto in origine voleva essere una citazione del salmo 2:7
Io annuncer il decreto: Il SIGNORE mi ha detto: Tu sei mio figlio, oggi io t'ho generato.
Questa manipolazione avvenne per mano dei copisti Cristiani del II secolo, allo scopo di bloccare il "pericoloso" fenomeno del Cristianesimo Adozionista. Gli Adozionisti affermavano che Ges naque come uomo e, in base a quanto scritto in Marco 1:11, Egli raccolse la sua Divinit al momento del Battesimo. Ci risult inaccettabile per le altre correnti Cristiane: da qui la scelta di modificare il versetto.

 
Quando parli di Originali a cosa fai riferimento? Abbiamo copie della Bibbia, manoscritti certamente antichi che non sono per gli "originali". Ora in greco in quei tre brani abbiamo l'espressione "ho agapetos en ho eudokesa" ovvero "l'amato, nel quale mi sono compiaciuto", lo stesso vale per Marco e Luca. Hai per caso gi originali a tua disposizione con la citazione del salmo 2:7?
 
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Re: Osservazioni sulla Genesi
« Rispondi #16 Data del Post: 14.06.2013 alle ore 12:09:45 »
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on 14.06.2013 alle ore 03:21:09, Emeth wrote:

 
La Verit in un Insegnante o in un Maestro riposta, a rigor di logica, nei suoi Insegnamenti. Ecco perch reputo necessario, per il Credente che cerca la Verit, lo Studio approfondito dei Testi Originali: per mezzo di esso egli sar in grado di discernere il Vero Insegnamento di Cristo, da ci che in realt non lo (bench quest'ultimo venga tutt'ora "spacciato per autentico"Occhiolino.
 
Partirei dalle dalle seguenti affermazioni:
 
...non sono stati ritenuti...
 
...hanno a che fare direttamente con la volont di Dio a scriverli...
 
A mio avviso, il metodo migliore per affrontare la questione l'utilizzo di un esempio pratico:
 
Prendiamo in considerazione la Lettera di Giuda:
 
Ai versetti 14 e 15 del Testo leggiamo quanto segue:
 
[14]Profet anche per loro Enoch, settimo dopo Adamo, dicendo: Ecco, il Signore venuto con le sue miriadi di angeli per far il giudizio contro tutti, [15]e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empiet che hanno commesso e di tutti gli insulti che peccatori empi hanno pronunziato contro di lui.
 
Nei versetti sopracitati, l'autore della Lettera propone una citazione tratta dal Libro di Enoch, Testo ritenuto apocrifo dalla maggioranza dalle correnti Cristiane Moderne. L'autore della Lettera non si limita alla sola citazione: egli attribuisce al Testo citato una capacit profetica. Non vi sono dubbi nell'affermare che colui che scrisse la Lettera di Giuda era certo dell'Autenticit del Libro di Enoch, nonch delle capacit profetiche di quest'ultimo, in quanto Testo Ispirato da Dio. Giunti a questo punto potremmo trarre due differenti conclusioni:
 
Prima conclusione: Preso atto che nel Testo ci viene proposta una citazione tratta dal Libro di Enoch, la Lettera di Giuda va scartata, in quanto l'autore di quest'ultima presenta al lettore un libro apocrifo come Testo Ispirato, esaltandone inoltre le sue capacit profetiche. Ci in contrasto con la Volont di Dio.
 
Un Libro in meno nella Bibbia: ci comporta il crollo di un canone prestabilito.
 
Seconda conclusione: Preso atto che nel Testo ci viene proposta una citazione tratta dal Libro di Enoch, quest'ultimo va senz'altro aggiunto alla nostra lista di Libri, in quanto l'autore di una Lettera Ispirata, quale la Lettera di Giuda, a garantirne l'Autenticit, nonch la Divina Ispirazione del Libro in quanto Testo profetico.
 
Un Libro in pi nella Bibbia: ci comporta il crollo di un canone prestabilito.
 
Quale che sia la conclusione tratta, il risultato si riveler inevitabilmente lo stesso: la "rottura" del canone, a favore di una Ricerca approfondita da parte del Credente Moderno. A quest'ultimo viene offerta la possibilit di verificare personalmente ci che possa essere considerato Ispirato o meno, con l'ausilio della comparazione di diverse Fonti e scuole di pensiero (Elementi essenziali, i cui fondatori dei canoni ritenuti validi ai nostri giorni non ebbero la possibilit di approfondire).

 
L'Apostolo Paolo riferisce in Tito 1.12 che un "loro filosofo" disse una cosa "vera", parlando dei cretesi; dobbiamo quindi pensare che Epimenide fosse ispirato in tutto quello che egli disse?  
Molte delle citazioni riportate nella Scrittura sono testimonianze raccolte da altri scritti, o dalla sapienza popolare e religiosa del tempo, di episodi avvenuti, ecc., ecc., alcune anche riferite da Ges come per esempio quando parla del "seno d'Abramo, in riferimento a Lazzaro". Dobbiamo quindi pensare che tutta la sapienza popolare sia Ispirata?
 
La questione dato che vogliamo parlare di logica molto semplice:  
 
1) Possiamo ritenere che la formulazione del Canone sia solo la casualit di un processo storico, e partendo da questo presupposto, allora non esiste una "regola" trascendente, parliamo al massimo di un principio verso cui orientarci, e si pu anche obiettivamente ragionare su quale siano gli strumenti migliori per perseguirlo. Ma nessuno tra noi la pensa cos.  
2) Possiamo invece credere che la formulazione del Canone sia il riconoscimento da parte della Chiesa di unopera redazionale che raccoglie una moltitudine di esperienze ispirate, "guidate", e supervisionate dallo Spirito Santo in modo per noi incomprensibile, che ha preservato il loro messaggio fino alle trascrizioni dall'orale allo scritto, e infine alle loro redazioni in uno scritto "corale". Dove ispirato, non ci che avvenuto nella sua interezza, cio per forza quello che lha determinato, ma ci che lo Spirito Santo ha voluto poi "cristallizzare" e fissare nella forma scritta. Viene quindi presentato a noi un prodotto finale, in cui riconosciamo tramite la formulazione della dottrina dell'Ispirazione Biblica, che lo Spirito Santo, come lautore e compitore di tale opera.  
Su quale base logica possiamo affermare quindi che l'opera redazionale che oggi abbiamo tra le mani cui diamo il nome di Bibbia sia sbagliata? Sul fatto che Giuda citi attingendo dalla sapienza religiosa del tempo una frase di un libro? Di citazioni, e di rimandi a episodi ed esperienze realmente accaduti nella Scrittura come ho scritto, ne troviamo uninfinit, ma a questo punto si dovrebbe dilatare anche il concetto d'Ispirazione all'inverosimile, fino alle intere convinzioni degli autori, e delle loro fonti. Ovviamente il mio punto di vista, ma sulla base di quanto da te portato alla mia attenzione, trovo la tua critica alla dottrina dell'Ispirazione per mettere in crisi l'idea tradizionale di Canone cristiano molto forzata, perch parte da unerrata lettura del concetto d'Ispirazione, ed maggiormente similare pi al concetto ebraico di Scrittura rispetto a quello cristiano, cui Giuda appunto era ancorato.  
La Scrittura nel suo insieme, nella sua interezza, e nella sua forma finale, nella sua "cristallizzazione" il "prodotto" dell'opera d'Ispirazione, alla quale l'Autore si dedicato, e non il materiale di partenza su cui ha comunque supervisionato e operato. Bisogna anche ricordarsi che questa non il frutto di una dettatura meccanica, anzi paradossalmente a noi pervenuto il punto di vista soggettivo degli autori biblici che in quanto uomini avevano una visione parziale anche di ci che descrivevano, e lo Spirito Santo ha usato questa visione parziale facendola divenire la sua Verit, quindi portandola su un piano del trascendente, pur essendo su quello oggettivo dell'esperienza unevidenza soggettiva.  
 
Per apportare a questo punto una critica dovremmo anche essere in grado di leggere nel pensiero dell'Autore e avere chiaro quale fosse il suo progetto finale.
« Ultima modifica: 14.06.2013 alle ore 15:59:50 by ilcuorebatte » Loggato

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Re: Osservazioni sulla Genesi
« Rispondi #17 Data del Post: 14.06.2013 alle ore 13:21:32 »
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on 14.06.2013 alle ore 03:23:50, Emeth wrote:
Gradirei infine aggiungere, per onest intellettuale, qualche informazione di base circa il canone muratoriano, allo scopo di offrire la possibilit, a chi voglia saperne di pi, di stabilirne da s l'attendibilit o meno. Il documento di cui stiamo parlando un testo frammentario rinvenuto in un manoscritto risalente all'VIII secolo. Il suo scopritore, Ludovico Antonio Muratori (dal cui cognome nasce il termine "muratoriano"Occhiolino pubblic il manoscritto non per mettere a disposizione il canone pi antico mai rinvenuto... Il suo scopo fu quello di dimostrare la negligenza dei copisti riperpetuatasi nel corso degli anni. Il manoscritto infatti di pessima lavorazione: molti errori di vario genere (in diversi punti vi almeno 1 errore per riga) ed un pessimo utilizzo della lingua latina. Non solo: il canone muratoriano altri non che una copia di un testo risalente circa al 170 d.C del quale non disponiamo. Senza il documento originale non abbiamo nemmeno la possibilit di confermare l'autenticit di questa copia effettuata circa 600 anni dopo. Concludo infine col precisare che nel documento sono accettati Libri che, al giorno d'oggi, non sono ritenuti validi come, ad esempio, l'Apocalisse di Pietro. Ci ci aiuta a comprendere l'assoluta malleabilit del canone, mutevole e adattabile nel corso degli anni.
 

 
Ho preferito rispondere a questa considerazione dopo aver chiarito nel post precedente che come cristiani il concetto di Canone e sottointeso all'accettazione del concetto d'Ispirazione, in cui esplicitamente dichiariamo di aderire a verit di fede in cui riconosciamo lo Spirito Santo essere l'autore e il compitore del processo redazionale della Scrittura.
 
Marmar potr ovviamente essere pi preciso, ma io credo che quello che volesse mettere in luce e che fin da subito i cristiani sentirono la necessit di preservare la testimonianza di Ges. Il Canone Muratoriano va in questa direzione, la mancanza dell'originale non preclude proprio nulla, oppure dobbiamo pensare che i filologi che non hanno dubbi a proposito siano da considerarsi degli inetti? Non c' alcun motivo di pensare che questo sia un testo inventato, dato che non siamo a conoscenza di contestazioni nella cristianit sulla canonicit di determinati scritti rispetto ad altri, all'epoca di datazione della copia, che giustificasse la necessit di una mistificazione, e si inserisce nel quadro di altre liste composte dalla prima cristianit.
Tale presupposto trova il suo perch nello sviluppo storico e dottrinale che fa da sfondo ai primi secoli di storia della Chiesa.  
Lesigenza da parte dei Padri di difendere la purezza della fede, in particolare dalle presunte tradizioni segrete delle scuole gnostiche, port alla necessit di una definizione degli scritti apostolici. Ireneo e Tertulliano per esempio, di fronte alle presunte tradizioni segrete che le chiese gnostiche dicevano di avere ricevuto direttamente dalle mani degli apostoli, si appellano alla testimonianza delle sedi apostoliche, in cui avevano vissuto e insegnato, e quindi esse erano da considerarsi dei testimoni autorevoli in merito alla paternit di tali Scritti.
 
Allinterno di questo sviluppo era necessario avere una Chiesa che potesse essere considerata autorevole, in materia di trasmissione delle fede, che la potesse mettersi per quel periodo sul piano di continuit con lopera e il ministerio degli apostoli, riconosciuti come gli unici depositari autorevoli della testimonianza di Cristo, che hanno avuto modo di preservare tramite i loro scritti, o tramite l'approvazione di scritti contemporanei da loro non contestati.  
Il criterio di apostolicit quindi stato inteso essere fondamento di autenticit in merito al messaggio originale, e di autorevolezza in merito alla dottrina. Importante mettere in luce quindi che la Chiesa fin dallorigine ha espresso chiaramente che la base della vera ortodossia si muoveva, sul binario della preservazione del massaggio originale. La Chiesa di fatto quindi ha solo "riconosciuto" sulla base del criterio di apostolicit di uno scritto la sua autorevolezza, mentre il concetto d'Ispirazione degli scritti apostolici era qualcosa che gi esisteva ed era comunemente accettata dalla cristianit.  
Sopra comunque quello che la dinamica storica, o teologica che ha portato alla formulazione del Canone, il criterio d'Ispirazione di uno Scritto ascritto l'accettazione di una verit di fede che la trascende, che stata solo un opportunit utilizzata dall'Autore di questo progetto per poter arrivare a consegnare alla cristianit un Testo autorevole nel merito della testimonianze riportate.
« Ultima modifica: 14.06.2013 alle ore 15:03:02 by ilcuorebatte » Loggato

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