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Topic:
Detti dei Padri su dottrine cattoliche (letto 1279 volte) |
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andreiu
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Gesù è la mia vita

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Apro questo topic per essere informato sulle varie affermazioni dei vari Padri della Chiesa intorno all'odierna struttura dottrinale della CCR. Quindi si consideri: transustanziazione, mariologia, gerarchia piramidale della CCR, primato papale, primato di Pietro ecc.. Per chi è esperto di patristica...a voi la palla!!
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andreiu
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Gesù è la mia vita

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Re: Detti dei Padri su dottrine cattoliche
« Rispondi #1 Data del Post: 11.07.2007 alle ore 17:25:55 » |
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Ehm... nessuno ha niente da dire??
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Asaf
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La verità sta nella Scrittura!

Posts: 4724
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Re: Detti dei Padri su dottrine cattoliche
« Rispondi #2 Data del Post: 12.07.2007 alle ore 13:07:15 » |
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A proposito di anima e pene eterne (perchè se ne sta parlando in altri topic), così Agostino: "l’uomo è un’anima razionale che si serve di un corpo mortale e terrestre"(De moribus ecclesiae catholicae, I, 27). Agostino sa che l’uomo non è solo l’anima ma il composto di anima e di corpo, ma pone sempre l’accento sul valore eccellente dell’anima: "la parte migliore dell’uomo è la sua anima; il corpo non è tutto l’uomo, ma la parte inferiore dell’uomo"(De civitate Dei, XIII, 24). “l'anima non è che principio di vita, per cui essa si concepisce infatti come vivo l'essere animato e come morto, cioè privo di vita, l'essere inanime che può essere animato. Quindi l'anima non può morire. Se potesse subir privazione di vita, non sarebbe anima ma un essere animato. E questo è assurdo. Quindi a buona ragione il genere di morte, che non si deve temere per la vita, non si deve temere neanche per l'anima. Sia infatti per ipotesi che l'anima muore quando se ne separa la vita. Ma l'anima viene concepita con molta proprietà come la vita che se ne separerebbe. L'anima in definitiva non è un soggetto da cui la vita si separerebbe, ma vita che si separerebbe da se stessa. Infatti ogni essere che si dice morto perché separato dalla vita, s'intende separato dall'anima. Allora la vita che si separa dagli esseri che muoiono è l'anima stessa che non si può separare da sé. Quindi l'anima non muore”. (De immortalitate animae 9, 16). Il corpo invece, sebbene in quanto creato sia una realtà buona, è la parte inferiore perchè si corrompe; tuttavia è destinato a riunirsi all’anima dopo il giudizio finale, per godere l’eterna felicità o soffrire l’eterna pena. Il rigore della giustizia divina impone che il castigo sia eterno: "È completamente assurdo affermare: "La vita eterna sarà senza fine, la pena eterna avrà fine". Quindi, giacché la vita eterna dei santi sarà senza fine, senza dubbio anche la pena eterna per coloro che l'avranno non avrà fine"(De civitate Dei, XXI, 23).
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| « Ultima modifica: 12.07.2007 alle ore 21:26:34 by Asaf » |
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Per una corretta esegesi biblica più che questione di testi e contesti è questione di testi e ...teste!
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Barnaba
Membro familiare
   


Posts: 553
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Re: Detti dei Padri su dottrine cattoliche
« Rispondi #3 Data del Post: 12.07.2007 alle ore 15:59:39 » |
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...un bel argomento! Un bello sprone allo studio... Certo lo studio dei Padri della Chiesa è complesso e purtoppo a volte trascurato. Lo sto riscoprendo grazie a questo 3d. ...Penso sia un errore cercare negli scritti dei Padri affermazioni che se estrapolate dal contesto possono essere adattate al pensiero evangelico. Voi mi insegnate che anche alla Bibbia si può far dire ciò che si vuole se non la si tratta con il dovuto rispetto. Negli scritti dei Padri della Chiesa, un pò per la loro forma sapienzale, spesso allegorica e molto vicina alla filosofia sono stati maltrattati al fine di far appoggiare quella che è diventata la "successione apostolica". In modo particolare ho trovato interessante confrontare il rapporto che i Padri della Chiesa avevano nei confronti della Rivelazione. Mi sono concentrato sulla FONTE DELLA RIVELAZIONE. Sapete tutti che il concilio Vaticano II ha dichiarato che la Scrittura e la tradizione "devono essere accettate e venerate con pari sentimento di pietà e rispetto" [Concilio Vaticano II, Sess. VIII, cap. II]). (cito da internet) Ma i Padri della Chiesa, invece, ci tenevano a sottolineare, nelle loro controversie dottrinali, l'Autorità della Scrittura, considerata come UNICA fonte della loro Teologia. Ecco alcune delle loro affermazioni, per ognuno di essi sarebbe necessario fare un introduzione Biografica e per lo meno un introduzione all'opera di riferimento. ...ma intanto iniziamo con le loro parole: Tertulliano (160 ca. - 220 ca.) disse: 'Ci mostri la scuola di Ermogene che ciò ch'essa insegna sta scritto: se non è scritto, tremi in vista dell'anatema fulminato contro coloro che aggiungono alla Scrittura, o ne tolgono alcuna cosa' (Tertulliano, Contro Ermogene, cap. 22). Cipriano (200 ca. - 258) disse: 'Che orgoglio e che presunzione è l'uguagliare delle tradizioni umane alle ordinanze divine...!' (Cipriano, Epist. 71); Girolamo (347 ca. - 419-20 ca.) disse: 'Se voi volete chiarire le cose in dubbio, andate alla legge e alla testimonianza della Scrittura; fuori di lì siete nella notte dell'errore. Noi ammettiamo tutto ciò che è scritto, rigettiamo tutto ciò che non lo è. Le cose che si inventano sotto il nome di tradizione apostolica senza l'autorità della Scrittura sono colpite dalla spada di Dio' (Girolamo, In Isaiam, VII; In Agg., I; citato da Roberto Nisbet in op. cit., pag. 28). ...appare ovvio che il significato che noi attribuiamo al termine "tradizione" è diverso rispetto a ciò che intendevano loro. Ma ciò che voglio sottolineare è il rigore nel metodo nell'affrontare qualsiasi argomentazione. Questo atteggiamento mi sembra molto Evangelico!!!
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"...ma, seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo." Efesini 4:15
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romefriend
Visitatore

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on 12.07.2007 alle ore 15:59:39, Barnaba wrote:... Tertulliano (160 ca. - 220 ca.) disse: 'Ci mostri la scuola di Ermogene che ciò ch'essa insegna sta scritto: se non è scritto, tremi in vista dell'anatema fulminato contro coloro che aggiungono alla Scrittura, o ne tolgono alcuna cosa' (Tertulliano, Contro Ermogene, cap. 22). Cipriano (200 ca. - 258) disse: 'Che orgoglio e che presunzione è l'uguagliare delle tradizioni umane alle ordinanze divine...!' (Cipriano, Epist. 71); Girolamo (347 ca. - 419-20 ca.) disse: 'Se voi volete chiarire le cose in dubbio, andate alla legge e alla testimonianza della Scrittura; fuori di lì siete nella notte dell'errore. Noi ammettiamo tutto ciò che è scritto, rigettiamo tutto ciò che non lo è. Le cose che si inventano sotto il nome di tradizione apostolica senza l'autorità della Scrittura sono colpite dalla spada di Dio' (Girolamo, In Isaiam, VII; In Agg., I; citato da Roberto Nisbet in op. cit., pag. 28). ...appare ovvio che il significato che noi attribuiamo al termine "tradizione" è diverso rispetto a ciò che intendevano loro. Ma ciò che voglio sottolineare è il rigore nel metodo nell'affrontare qualsiasi argomentazione. Questo atteggiamento mi sembra molto Evangelico!!! |
| Purtroppo gli Evangelici sono diventati rigorosi , ma spesso rigorosi su molte forme di errore. E' interressante che Tertulliano e Girolamo dicono di andare alla Legge ed alla testimonianza della Scrittura - e qui parla in quello che i cristiani comunemente chiamano antico testamento - poichè non vi era altra Sacra Scrittura riconosciuta tale. Eppure gli evangelici hanno bollato come antico e sorpassato qualcosa che i Padri non consideravano tale, e si sono accaniti contro il credo pratico degli ebrei convertiti, dando vita ad un sistema di dogmi che si discostano molte volte da quello che HaShem stabilisce "in eterno". Dovremmo riflettere con onestà e riscoprire i valori veri della fede. Mia opinione. shabbat shalom
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