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(Moderatore: andreiu)
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   Autore  Topic: Filologia neotestamentaria  (letto 880 volte)
andreiu
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Filologia neotestamentaria
« Data del Post: 03.09.2008 alle ore 10:15:13 »
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Apro questo topic in quanto sono dell'avviso che possa essere di interesse comune avvicinarsi piano piano al linguaggio del greco neotestamentario, visto e considerato che il NT stato scritto in greco.
 
Che cosa la filologia?
 
La filologia quella branca di studio che si occupa dell'evoluzione e dell'uso di una determinata lingua.  
 
Se parliamo di greco, per di pi di greco antico di 2000 anni fa, per svolgere una corretta esegesi di un testo del NT necessario collocarsi a quei tempi e conoscere i vari usi di  quella determinata parola.  
 
Perci inizieremo in ordine alfabetico a vedere ogni parola del greco neotestamentario per vedere come essa si evolve e viene usata.
 
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Re: Filologia neotestamentaria
« Rispondi #1 Data del Post: 23.10.2008 alle ore 11:04:32 »
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Purtroppo ultimamente sono un p preso, ma a breve inizier a postare qualcosa...
 
Grazie
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Re: Filologia neotestamentaria
« Rispondi #2 Data del Post: 26.12.2008 alle ore 07:59:39 »
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Ok, iniziamo e spero di poter portare avanti questo topic "tecnico" con sufficiente regolarit.
 
Alfa ed Omega
 
E' l'accostamento tipico dell'Apocalisse, della prima e ultima lettera dell'alfabeto greco. Sia Iddio, che Ges Cristo, evidenziano quest'accostamento. In Ap 1:8 leggiamo "Eg eimi to Alfa kai to , legei kurios ho theos, ho n kai ho n kai ho erchomenos, ho pantokratr.". Ed in Ap 21:6 "eg [eimi] to Alfa kai to , h arch kai to telos. ". Ancora in Ap 22:13 > "eg to Alfa kai to , ho prtos kai ho eschatos, h arch kai to telos.".  
 
La stessa espressione l'abbiamo in bocca a Cristo in Ap 1:17 "eg eimi ho prtos kai ho eschatos".
Da notare la particolare correlazione tra il dualismo alfa/omega, prtos/eschatos. Dio e Cristo sono l'inizio e la conclusione, il creatore ed il perfezionatore, Colui "dal quale e per il quale tutto esiste".  
Perci per Giovanni, la correlazione tra alfa/omega la stessa dell'espressione veterotestamentaria protos/eschatos.  
 
Inoltre significativio il fatto che l'apostolo Giovanni amplifichi ed illumini il concetto di protos/eschatos, facendo ricorso all'espressione ho on, una terminologia che implica un participio presente che nella LXX corrisponde al Nome di Dio. Significa "Colui che ", "l'Essente". L'espressione poi integrata cos "ho en kai ho erchomenos". Il participio erchomenos sottolinea il concetto della Parousia ovvero dell'avvento glorioso del Messia.  
 
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Re: Filologia neotestamentaria
« Rispondi #3 Data del Post: 30.12.2008 alle ore 07:51:52 »
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Continua...
 
L'espressione protos kai eschatos ricorre nell'AT, ma non mai sostituita  dalla prima e dall'ultima lettera dell'alfabeto.  
 In Isaia 41:4 leggiamo " εγω θεος πρωτος, και εις τα εμερχομενα εγο ειμι" e nel TM in Is 44:6 abbiamo l'espressione "Io sono il primo e l'ultimo e non vi altro Dio all'infuori di Me".
 
In Isaia 44>6 > εγω πρωτος και εγω μετα ταυτα, πλην εμου ουχ εστιν θεος (spiriti ed accenti omessi).
 
Quindi i LXX hanno πρωτος ma non osano dire εσχατος e perci ricorrono ad una perifrasi. Quindi Giovanni  nell'Apocalisse con il suo εσχατος si rif al testo primitivo e cos fanno la maggioranza dei testi rabbinici.
 
Sono interessanti due usi diversi della prima e dell'ultima lettera dell'alfabeto secondo la tardizione rabbinica:
1) Vi l'espressione tradizionale "Osservare la Tor da alef a tau", ovvero "osservare tutta la legge dall'inizio alla fine"
2) Un'argomentazione intesa a stabilire che MT (emet) che significa "verit" il sigillo di Dio perch composta dalla prima lettera dell'alfabeto ('), dalla mediana (M) e dall'ultima (T), lezione che sarebbe confermata in Is 44:6.  
 
Inoltre, l'uso della lettera m che al centro dell'alfabeto greco  di 24 lettere, ma non di quello ebraico, che ne ha ventidue, mostra che qui si fa ricorso a speculazioni ellenistiche.
 
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