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   Tra le righe della Evangelii Gaudium
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   Autore  Topic: Tra le righe della Evangelii Gaudium  (letto 1277 volte)
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Tra le righe della Evangelii Gaudium
« Data del Post: 03.03.2014 alle ore 17:04:59 »
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di Leonardo De Chirico, direttore IFED Padova, dicembre 2013
 
L'esortazione apostolica "Evangelii Gaudium", il primo testo ufficiale di papa Francesco, traccia il programma del suo impegno per la chiesa cattolica: meno curia, pi missione; meno istituzione, pi missione; meno giudizio, pi inclusione. Conversione e missione sono le parole chiave del pontificato di papa Francesco: sono due parole bibliche, ma non basta citarle.

 
Sin qui il pontificato di Francesco era proceduto con comportamenti, gesti, parole, ecc. che non era facile capire e, soprattutto, mettere dentro un orizzonte coerente. La frugalit dello stile, il linguaggio della missione, le concessioni unilaterali nel dialogo coi laici, il marianesimo spinto, la distanza dalla difesa dei valori non-negoziabili, costituivano pezzi di pontificato che risultava complesso mettere insieme. Prima di diventata papa, Bergoglio non aveva scritto in modo significativo e, quindi, non esisteva un documento che aiutasse a capirne luniverso di senso. Lenciclica Lumen Fidei (5 luglio 2013) da lui firmata era, in realt, stata scritta da Benedetto XVI e Francesco lha semplicemente promulgata. Era in ogni caso chiaro che non era farina del suo sacco. Ora, finalmente, il Papa ha scritto un testo programmatico, di suo pugno, che presenta la sua visione delle cose in modo pi organico.
 
Cinque capitoli, 288 paragrafi, pi di 220 pagine: la Evangelii Gaudium unesortazione apostolica che esce a un anno di distanza dal Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione. Essa pu essere letta come una dichiarazione dintenti per il pontificato. Quali sono gli elementi principali?
 
Intanto, il papa vuole imprimere alla chiesa cattolica uninversione di tendenza: dallessere unistituzione con atteggiamento difensivo e in una modalit manutentiva, vuole spingerla a diventare missionaria, coinvolta, pronta a sporcarsi le mani nel mondo, senza essere ossessionata dalla continua ricerca di marcare il territorio. Meno puntature identitarie sulla dottrina e sulla morale e pi slancio verso lesterno per accarezzare, comprendere, lenire le ferite degli uomini e le periferie del mondo. Meno burocrazia ecclesiastica, pi missione ecclesiale. Meno divisione tra operatori-spettatori e pi partecipazione di tutti. Meno giudizi su chi fuori o chi si trova in zone irregolari della vita e pi calore fraterno per tutti, mettendo in secondo piano le situazioni moralmente spurie.
 
Papa Francesco chiama conversione questa inversione. Conversione per lui non primariamente il pentimento dai peccati e la fede professata in Cristo da parte di chi non crede, ma il cambiamento costante dei cristiani dalla pesantezza dellistituzione verso lo slancio della missione (cos intesa). Addirittura, arriva a parlare di conversione del papato (32). Naturalmente, non preannuncia alcuna riforma in senso biblico, ma un processo di decentralizzazione del governo della chiesa verso un ruolo pi marcato delle conferenze episcopali regionali. In questo caso, la conversione del papato ha pi a che fare con la burocrazia interna della chiesa di Roma che non con lo smantellamento delle prerogative dogmatiche dellufficio petrino.
 
Che conversione sia una chiamata per i cattolici evidente anche da come in non-cattolici sono visti nel documento. Gli altri cristiani sono gi uniti tramite il battesimo e a loro non chiesta conversione (244). Gli ebrei sono sotto unalleanza mai revocata e quindi non devono convertirsi (247). I musulmani adorano lo stesso unico e misericordioso Dio (252) e non chiesto loro altro, se non riconoscere la libert religiosa. Gli altri non cristiani sono giustificati mediante la grazia di Dio (254) anche senza unesplicita professione di fede in Ges Cristo. Il vangelo di cui parla il titolo non un messaggio di salvezza dal giusto giudizio di Dio, ma laccesso ad una pi profonda, pi piena, pi gioiosa salvezza che gi data a tutta lumanit. La missione di cui parla Papa Francesco , allora, la volont di estendere a tutti la pienezza della grazia ad un mondo gi graziato.
 
Nel documento papale c pi gioia che vangelo. Il vangelo presentato monco della necessit da parte di tutti di rispondere in pentimento e in fede allannuncio della buona notizia di Ges Cristo. Si tratta allora di unindistinta forma di universalismo religioso, di un incolore pan-cristianesimo in cui tutti sono gi inclusi? Non proprio.
 
Il Papa, nel suo stile argomentativo che si sofferma su parole specifiche e su espressioni particolari, richiama alcuni slogan che aiutano a pensare alla missione come lui la intende. Uno lunit prevale sul conflitto (226-230) e laltro il tutto superiore alla parte (234-237). Sia luno che laltro stanno al cuore della visione cattolico-romana delle cose. Sono due elementi essenziali della cattolicit romana, cio quella capacit della chiesa di Roma di pensarsi come sacramento, segno e strumento dellunit con Dio e dellunit del genere umano. Il cattolicesimo si presenta quindi come il luogo spirituale (ma anche sempre istituzionale) in cui cercare lunit oltre il conflitto e in cui il tutto comprende le parti, tutte le parti. Allora: si scrive missione, ma si legge cattolicit.
 
Conversione e missione sono le parole chiave del pontificato. Sono due parole bibliche, ma non basta citarle per significare quello che la Bibbia intende quando le impiega. Se non si approfondisce il senso che il Papa d loro, si correr il rischio di attribuire loro per default un significato improprio e non si capir nulla di quello che Francesco sta dicendo.
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Re: Tra le righe della Evangelii Gaudium
« Rispondi #1 Data del Post: 24.04.2014 alle ore 02:30:05 »
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Il cattolicesimo solo una gigantesca ameba che ingurgita tutto ed il contrario di tutto. Basta solo riconoscere l'autorit del papa. Questo sufficiente. Poi, che la gente vada allegramente incontro allo stagno di fuoco e zolfo, a lui non frega niente.
E' solo un lupo travestito da agnello. Fate attenzione. Semplici evangelici e persino pastori importanti ci sono cascati e ci cascheranno sempre.
Ma chi si unisce a lui, maledetto.
Shalom
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