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(Messaggio iniziato da: fra Sandro Savonarola il 15.01.2010 alle ore 20:31:14)

Titolo: Lutero e la presenza di Cristo nella Santa Cena
Post di fra Sandro Savonarola il 15.01.2010 alle ore 20:31:14
La posizione luterana sulla presenza di Cristo nella Santa Cena.

Questa concezione, denominata consustanziazione, afferma la presenza simultanea sia del pane sia del corpo di Cristo nello stesso momento. Non c'è cambiamento di sostanza: le sostanze del pane e del corpo di Cristo sono presenti insieme. La dottrina della transustanziazione pareva a Lutero un'assurdità, un tentativo di razionalizzare un mistero. Per Lutero, l'elemento determinante era che Cristo è presente realmente nell'eucaristia, e non qualche particolare teoria sul "modo" di tale presenza. Egli utilizza un'immagine presa da Origene per argomentare la sua tesi: se il ferro viene messo sul fuoco e scaldato, diventa incandescente e, in quel ferro rovente sono presenti sia il ferro che il fuoco.
Perchè non usare un semplice paragone come questo per
illustrare il mistero della presenza reale di Cristo nell'eucaristia,
invece di razionalizzarla utilizzando le sottigliezze della filosofia
scolastica ?

"Ed io, del resto, se non riesco a capire come il pane sia diventato corpo di Cristo, sono pronto a sottomettere il mio intelletto alla sua Parola , e, attenendomi semplicemente ad essa, credo fermamente non solo che il corpo di Cristo sia nel pane, ma che il pane sia divenuto corpo di Cristo. Alla mia fede
trovo conferma nelle sue parole, quando il Vangelo dice:
*prese il pane, e dopo aver reso grazie, lo ruppe e  disse: "Prendete, mangiate, questo (cioè il pane che aveva preso e
spezzato) è il mio corpo*" (I Corinzi 11, 23-24; Matteo 26,26).

Ciò che si deve credere non è la dottrina della transustanziazione, ma semplicemente che Cristo è  "realmente"
presente nell'eucaristia. Il fatto è più importante di qualsiasi teoria o spiegazione.

Per Lutero la pratica di dare solo il pane ai laici era ingiustificabile e priva di qualsiasi fondamento scritturistico o patristico. Egli affermò che il rifiuto di offrire il calice (o qualsiasi recipiente contenente il vino) ai laici  era un peccato. Il motivo principale di questo suo atteggiamento riguarda i suoi risvolti teologici: il fatto che non fosse permessa la partecipazione ai laici al vino aveva per Lutero il seguente significato:

" E c'è un altro argomento, efficace più di ogni altro. Cristo dice:
*Questo è il mio sangue, che sarà versato per voi e per molti, in remissione dei peccati.* "Vedi chiaramente che il sangue di Cristo è dato a tutti coloro, a beneficio dei quali è stato versato.
Chi avrebbe il coraggio di dire che non è stato sparso per i laici?
Non forse a tutti?"

L'atteggiamento di Lutero acquistò tale rilevanza che la pratica di offrire il calice ai laici divenne un segno distintivo dell'adesione di una comunità alla Riforma.