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   John Newton
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   Autore  Topic: John Newton  (letto 541 volte)
Asaf
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John Newton
« Data del Post: 24.02.2007 alle ore 17:45:30 »
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255 ANNI OR SONO
 
Ricco e crudele, John Newton non credeva in Dio.  
 
Possedeva una casa lussuosa nella Carolina del nord, oltre che a molti schiavi e a diverse propriet.  
La casa era arredata con tappeti e mobili pregiati, con costosi arazzi e candelabri dargento. In un angolo del salotto cera un magnifico pianoforte e, oltre la grande vetrata, si estendevano vastissimi campi di cotone.  
 
John era spesso fuori casa; con una nave negriera andava spesso in Africa dove praticava il commercio degli schiavi.  
 
La nave partiva vuota dagli Stati Uniti e vi ritornava carica di schiavi incatenati.  
 
La fortuna di Newton era basata sul commercio di carne umana.  
 
Quando tornava a casa da suoi viaggi, era sempre carico di doni: gioielli per la moglie e giocattoli per i suoi bambini.  
 
La grande casa diventava sempre pi lussuosa, le propriet sempre pi estese e il cuore di John sempre pi duro, vuoto e arido.  
 
Un giorno, durante uno dei suoi numerosi viaggi in mare che, con un carico di schiavi, lo portavano dalle coste dellAfrica a quelle degli Stati Uniti, improvvisamente Newton si ammal con febbre alta e delirio: aveva la febbre tifoidea!  
 
Gli uomini dellequipaggio si consultarono febbrilmente: dovevano prendere una decisione immediata perch un caso di tifo a bordo significava, nel giro di pochi giorni o forse di poche ore, una grave epidemia e la conseguente perdita del carico della nave.  
 
La decisione fu presa.  
 
Avrebbero messo Newton su una scialuppa per abbandonarlo nelloceano insieme a unaltra persona malata come lui.  
 
Si trattava di unanziana donna di colore che, durante i numerosi viaggi, era stata la cuoca della nave.  
 
Sia lei che Newton vennero abbandonati su quella scialuppa in bala delle onde, mentre la nave si allontanava lentamente.  
 
Newton delirava e anche la donna stava male, ma fortunatamente la corrente del mare spinse la scialuppa verso unisola.  
 
Arrivati sulla terra ferma, i due malati cominciarono a parlare.  
 
Da una parte luomo delirante e dallaltra la donna che, se pur molto malata, manteneva salda la sua fede nel Signore.  
 
Fin da bambina aveva accettato Ges nel suo cuore come personale Salvatore.
 
Non odiava quelluomo crudele per il quale aveva lavorato sulla nave, anzi l su quellisola, cominci a parlargli del Signore. Gli disse che Ges era venuto dal cielo per vivere con gli uomini come loro, per insegnare ad amare e per distruggere lodio. Gli disse anche che Ges era venuto per dare libert agli schiavi, non solo quelli incatenati nelle stive delle navi o quelli che lavoravano nei campi di cotone, ma anche per tutte quelle persone che, come Newton, erano schiave del peccato.  
 
Per luomo malato queste parole erano del tutto nuove, ma ancor di pi, per la prima volta sent la voce del Signore che gli parlava al cuore.  
 
Ahim, disse, ormai troppo tardi. Ho peccato troppo nella mia vita... troppo tardi per pentirmi!.
 
Ma la vecchia donna gli disse: Non mai troppo tardi per il Signore. Lui pu guarirti perch sulla croce del Golgota ha portato i nostri peccati e tutte le nostre malattie. L ha pagato per le tue e le mie colpe e oggi ti pu salvare, se glielo chiedi .
 
L, su quella spiaggia deserta, per un miracoloso intervento divino, Newton fu guarito.  
 
Lanziana donna di colore, invece, dopo aver fatto il suo dovere di testimone fino alla fine, and col Signore.
 
Col passare dei giorni Newton riprese le forze nutrendosi di frutta ed erbe selvatiche.  
 
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Re: John Newton
« Rispondi #1 Data del Post: 24.02.2007 alle ore 17:48:51 »
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Un giorno vide in lontananza una nave che, forse spinta miracolosamente dai venti vicino allisola, fu abbastanza vicino perch dei membri del suo equipaggio potessero notare le segnalazioni delluomo.  
Fu lanciata una scialuppa e Newton fu issato a bordo.
 
Alcune settimane dopo fu di nuovo a casa, ma come gli sembrava vuota!  
 
Allinterno nulla era cambiato: gli oggetti lussuosi, sua moglie e i suoi bambini...
 
...ma mancava lamore del Signore.  
 
Cominci a parlare di Dio e della sua opera prima alla famiglia e poi alla grande comunit di schiavi che lavoravano nei suoi campi di cotone.  
 
Aveva deciso di liberarli, uno dopo laltro.  
 
Intanto la sera, quando il lavoro era finito, li riuniva insieme alla sua famiglia per cantare e pregare.  
 
Dopo aver liberato i suo schiavi, Newton vendette tutti preziosi che aveva per poter pagare per la liberazione anche degli schiavi dei possidenti suoi vicini.  
 
Tappeti oggetti di valore, arazzi, tutto quello che aveva guadagnato con la tratta degli schiavi, a poco a poco scomparve per dare la libert ad altr schiavi.  
 
In casa rimasero pochi mobili, un tavolo, delle sedie e un pianoforte.  
 
Tra poco vender anche quello, pens John, ma prima voglio comporre un canto.
 
Cos un giorno, mentre con la moglie, i figli e gli ex schiavi stava seduto in casa, si sedette al piano e chiese al Signore che, nellultimo giorno in cui possedeva quello strumento, gli desse lispirazione di una melodia con delle parole di riconoscenza e di lode.  
 
Quel canto avrebbe dovuto ricordargli per sempre la testimonianza dellanziana donna di colore in quella spiaggia deserta.  
 
Le parole gli vennero spontanee:  
 
Stupenda Grazia del Signor
 
Che dolce questo don
 
Un cieco ero io, ma Cristo mi san
 
Perduto or salvo son.
 
La grazia Sua mi insegn
 
Di Lui ad aver timor
 
E dogni paura mi liber
 
Ed ho fiducia ognor.
 
Per molti perigli e guai e duol
 
Quaggi passo io ognor
 
La grazia mi guida e mi guider
 
A casa del mio Signor!
 
Le lodi della grazia Sua
 
In cielo canterem,
 
Un canto eterno e bello al Signor
 
Che mai non finirem!

 
Tratto da TRAGUARDO  maggio 2001
 
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Re: John Newton
« Rispondi #2 Data del Post: 25.02.2007 alle ore 13:17:03 »
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Grazie, Asaf, per questa bella testimonianza.
 
Le esperienze del passato sono molto utili perch ci ricordano che il nostro Signore sempre lo stesso, ieri, oggi ed eternamente. Quello che ha fatto per i nostri fratelli di ieri, lo fa e lo far per noi che viviamo attualmente.
 
Ti ringraziamo e ti lodiamo, Signore !
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"Benedici, anima mia, il SIGNORE
e non dimenticare nessuno dei suoi benefici !".
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