
È da un po’ che non si sente parlare degli amish, questa curiosa realtà evangelica di derivazione anabattista nota in tutto il mondo perché i suoi membri rifiutano le tecnologie novecentesche e vestono ancora come fossero comparse de La casa nella prateria.
A subire il fascino settecentesco di questi gruppi è stata, qualche tempo fa, anche Dacia Maraini, che ha visitato un villaggio nel Lancaster county e racconta sul Corriere questi «anabattisti di origine tedesca, perseguitati per la loro radicalità spirituale sia dai cattolici che dai protestanti, fuggiti prima in Svizzera e poi, nel Settecento, in Pennsylvania, dove si sono costruiti delle comunità chiuse»; gli amish, dettaglia Maraini, «non vogliono chiese ma seguono fedelmente la messa che consiste nella lettura dei sacri scritti seguiti da un sermone fatto da un anziano».
Il loro viaggiare in calesse, portare gonne lunghe e cuffie o pantaloni neri su camicia bianca «sembra una scelta anacronistica e insensata», chiosa l’opinionista, eppure «possono suggerirci qualche riflessione, se non altro qualche dubbio sulla nostra ossessione del dominio sulla natura e il nostro feticismo tecnologico».
foto: Ivan McClellan – CC BY 2.0







