Libertà religiosa, l’incaricato fantasma dell’Ue

By 12 Ottobre 2021Chiesa Perseguitata, Esteri, Focus

L’Unione europea prevede un incaricato speciale per la libertà di religione e di credo. Un ruolo poco noto ma che può risultare importante nelle situazioni di crisi che si verificano sullo scacchiere internazionale: per esempio è stato grazie all’incaricato Ue che Asia Bibi ha potuto lasciare il Pakistan in sicurezza dopo l’assoluzione dall’accusa di blasfemia.

La posizione è molto delicata e, per questo, non particolarmente ambita: creata nel 2016 e ricoperta per tre anni dallo slovacco Jan Figel, alla scadenza del suo mandato (qui la relazione conclusiva) è rimasta per due anni senza un titolare ed era addirittura trapelata la notizia che l’Ue avesse intenzione di abolire l’ufficio; dopo diversi appelli e interrogazioni (una la trovate qui) il ruolo era stato conservato e – con una certa calma – a maggio 2021 il mandato era stato assegnato al cipriota Christos Stylianides.

Purtroppo Stylianides, qualche settimana fa, ha rassegnato le dimissioni per tornare in Grecia e assumere il ruolo di ministro per la crisi climatica e la protezione civile. L’Ue si ritrova quindi a dover ricominciare da capo, proprio in un momento storico particolarmente delicato per la libertà religiosa, dopo gli sviluppi in Afghanistan e i nuovi colpi di coda dell’isis.

foto: premierchristian.news

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