Palestinesi addolorati per la cattura di Saddam Hussein

By 16 Dicembre 2003Israele

Shock e incredulita’ fra i palestinesi di Cisgiordania e Gaza alla notizia della cattura di Saddam Hussein. Molti hanno espresso profonda delusione nel vedere un uomo, che ai loro occhi impersonava la sfida contro Stati Uniti e Israele, arrendersi senza opporre la minima resistenza. L’Autorita’ Palestinese ha evitato di commentare il fatto, ma un alto funzionario palestinese a Ramallah ha detto che il presidente Yasser Arafat e’ “rattristato” per le notizie che giungono dall’Iraq. “Arafat e’ rattristato nel vedere un leader arabo in una posizione umiliante”, ha detto il funzionario.
Per quasi vent’anni Saddam Hussein e’ stato glorificato dai palestinesi come un eroe delle masse arabe, come il solo capo arabo capace di affrontare Stati Uniti e Israele. Durante la prima guerra del Golfo (1991) la popolazione palestinese danzava di gioia sui tetti delle case mentre i missili Scud lanciati dall’Iraq di Saddam cadevano su Israele. Arafat fu uno dei pochissimi capi arabi a recarsi in visita a Baghdad per esprimere sostegno a Saddam e alla sua invasione del Kuwait, una mossa che successivamente costo’ l’espulsione per rappresaglia di centinaia di migliaia di palestinesi dal Kuwait e da altri stati del Golfo. La decisione di Arafat di schierarsi con Saddam provoco’ anche una grave crisi finanziaria nell’Olp perche’ i ricchi regimi arabi petroliferi decisero di tagliare i loro aiuti economici all’organizzazione palestinese. Negli anni successivi Saddam ricompenso’ la fedelta’ dell’Olp donando ad Arafat almeno 50 milioni di dollari.
Negli ultimi tre anni Saddam e’ stato il leader arabo che ha versato milioni di dollari in donazioni alle famiglie dei “martiri” palestinesi, comprese le famiglie degli attentatori suicidi che ricevevano dai 10 ai 20.000 dollari. Questi pagamenti non fecero che accrescere la popolarita’ del dittatore iracheno fra i palestinesi. Agli inizi di quest’anno, quando gli anglo-americani minacciavano di attaccare l’Iraq per far cadere il regime di Saddam, i palestinesi inscenarono massicce manifestazioni in appoggio al sanguinario dittatore di Baghdad cantando “Beneamato Saddam, bombarda Tel Aviv”. Questa volta, tuttavia, la dirigenza dell’Autorita’ Palestinese e’ stata piu’ cauta e non ha preso pubblicamente posizione a fianco del tiranno iracheno. In privato, comunque, alti rappresentati dell’Autorita’ Palestinese dichiaravano apertamente il loro appoggio a Saddam Hussein di fronte alla “aggressione americana”. La caduta di Baghdad il 9 aprile scorso fu considerata da molti palestinesi come una nuova “nakba” (catastrofe, il termine utilizzato dai palestinesi per indicare la nascita di Israele nel 1948).
Quando iniziarono a diffondersi le prove e le testimonianze delle atrocita’ commesse da Saddam, alcuni palestinesi cambiarono opinione, spiegando che in precedenza non erano al corrente delle dimensioni dei crimini perpetrati dal regime Ba’athista (peraltro da tempo noti in tutto il mondo). Cio’ non impedi’ ai mass-media palestinesi di continuare ad appoggiare gli attacchi della “resistenza” filo-Saddam contro i soldati anglo-americani e i loro alleati, tracciando un esplicito parallelo con gli attacchi palestinesi contro gli israeliani.
Domenica per le strade di Ramallah molti palestinesi si dicevano addolorati e sconvolti per la cattura di Saddam. “E’ una grande perdita per la nazione araba – dice ad esempio Jihan Ajlouni, uno studente di 24 anni – Saddam era uno dei grandi leader arabi che appoggiavano il popolo palestinese. Oggi siamo tristi e diciamo a tutti i traditori e collaboratori: non festeggiate troppo, perche’ ci sono milioni di Saddam nel mondo arabo”.
“E’ una giornata nera per tutti i palestinesi e per tutti gli arabi e musulmani – dice Fathi Salman, 50 anni, taxista – Ancora non posso credere che il presidente Saddam sia stato catturato dagli americani. Saddam era il solo leader arabo che si preoccupava per noi e appoggiava la lotta palestinese. E’ un peccato che non si sia battuto”.
Khairiyeh Said, 43 anni, insegnante, dice d’aver pianto quando ha visto Saddam agli arresti. “Ero con le mie amiche davanti al televisore e abbiamo iniziato tutte a piangere – dice Said – Noi amiamo Saddam e odiamo Bush e Sharon. Speriamo che la resistenza del popolo iracheno dia ora una lezione ai cani americani”.
Michael Hanna, 28 anni, ingegnere, e’ uno dei pochissimi palestinesi che esprime soddisfazione per la cattura di Saddam. “Saddam e’ responsabile dell’uccisione di migliaia di persone del suo stesso popolo – dice Hanna – e merita di morire. Non provo alcuna simpatia per lui o per gli altri dittatori arabi. Spero che venga processato e giustiziato. Questo dovrebbe servire da lezione per altri tiranni arabi corrotti. Spero che il popolo iracheno possa ora vivere in pace, perche’ ha sofferto troppo a lungo sotto Saddam e la sua famiglia”.
Abdel Kader, uno dei maggiori capi del movimento Fatah, dice che i palestinesi sono delusi che Saddam non abbia cercato di combattere. “Sarebbe stato meglio se fosse rimasto ucciso – dice Kader – Almeno sarebbe morto con onore. Questo dimostra come sono codardi i tiranni”.
Abdel-Aziz Rantisi, portavoce di Hamas a Gaza, ha dichiarato che gli Stati Uniti “pagheranno un prezzo pesante per l’errore” d’aver catturato Saddam. “Cio’ che hanno fatto gli Usa – ha detto Rantisi alla Reuters – e’ abietto e spregevole, e’ un insulto a tutti gli arabi e un insulto ai musulmani”.

(Jerusalem Post, Ha’aretz, 15.12.2003 – israele.net)

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