Il parroco che cantava Sanremo

By 4 Marzo 2022Focus, Musica e dintorni

Utilizzare i brani di Sanremo per avvicinare i giovani: l’idea di un parroco bresciano sarebbe rimasta relegata alla sua chiesa se non fosse stata rilanciata sui social nientemeno che da Gianni Morandi, evidentemente onorato di sentir intonare stralci del suo brano festivaliero dal pulpito.

Il parroco in questione pare si chiami don Matteo e sembra non abbia limitato la sua attenzione solo a Morandi, estendendo le sue citazioni canore fino alla perigliosa “Brividi”.

Non ci sarebbe niente di grave, rileva Massimo Gramellini sul Corriere, se non fosse che don Matteo “afferma di averlo fatto per i giovani“. E questa motivazione, spiega il giornalista, «mi risuona falsa nelle orecchie fin da quando “i giovani” ero io».

Il problema, spiega, è concettuale: «Da Bach a Mozart, un tempo erano i musicisti che componevano per i preti, non i preti che scimmiottavano i musicisti. La Chiesa si limitava a fornire la materia prima: il senso del sacro, quello di cui i ragazzi hanno più fame, e basta affacciarsi a un qualsiasi convegno ad argomento spirituale per trovarli nelle prime file. Ma davvero qualcuno crede che lo svuotamento delle chiese dipenda dalla musica d’organo e non piuttosto dall’evanescenza di certe omelie?».

Forse per piacere ai giovani non è necessario fare i giovani, conclude Gramellini, ma fare “qualcosa che loro non sanno fare e si aspettano proprio dagli adulti“.

foto: corriere.it

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