Milano-Cortina 2026, il mondo intorno ai Giochi

By 14 Febbraio 2026Sport

Sono in pieno svolgimento le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026: due settimane di sport e caotico divertimento tra le pianure lombarde – dove non si prevede neve, ma non era prevista nemmeno a Torino nel 2006 – e le vette cortinesi. Il versante sportivo sta dando buone soddisfazioni al nostro Paese, dopo la falsa partenza della cerimonia inaugurale, accompagnata da una telecronaca in cui il direttore di RaiSport – decisamente poco ferrato sull’argomento – ha inanellato una serie di perle e un eccesso di chiacchiere, compromettendo il piacere della visione a quanti seguivano la serata sul canale pubblico.

ISTANTANEE

Di questa prima settimana, al di là della cascata di medaglie per la rappresentativa azzurra, ha impressionato la caduta dell’americana Lindsey Vonn, campionessa rediviva che, a 41 anni, pur di chiudere in bellezza la sua carriera ha deciso di scendere nonostante il legamento crociato fuori uso. La temerarietà purtroppo non le ha portato bene, ma lei ha preso con filosofia il rovescio: “ho osato sognare, non ho rimpianti. Ci ho provato. Ho sognato. Ho saltato. L’unico fallimento nella vita è non provarci”.

Tra le sorprese delle prime giornate di gare, l’inaspettata vittoria d’esordio dell’hockey femminile contro la temibile Francia, un 4-1 che registra anche il gol della 24enne evangelica piemontese Rebecca Roccella (la sua chiesa l’ha festeggiata così).

VILLAGGIO

Oltre alle imprese sulle piste e nei palasport, i riflettori si sono concentrati anche sul Villaggio olimpico, il complesso in cui risiedono gli atleti – per chi conosce Milano si trova in Scalo Porta Romana -, che di fatto è una piccola città: propone servizi, spazi relax, palestre e anche «una sala di preghiera interconfessionale», riporta Maurizio Crosetti su Repubblica, per quanto lo spazio in questione sia «senza indicazioni (forse bisogna pregare di trovarla)», ironizza il cronista.

INIZIATIVE

Questa edizione dei Giochi non ha visto l’attivazione di More than gold-Più dell’oro, l’iniziativa evangelica che a ogni Olimpiade accompagna atleti internazionali e chiese delle località coinvolte offrendo cappellani e iniziative sul territorio: vent’anni fa, su questo versante, tra Torino e le Valli valdesi si poteva contare su una significativa agenda di concerti, incontri, momenti pubblici dedicati alla fede e alla spiritualità proposti attraverso una inedita interazione tra le varie realtà evangeliche piemontesi.

Quest’anno, nonostante l’assenza di attività coordinate, va segnalato che una chiesa milanese ha preso spunto dai Giochi per organizzare in città alcune iniziative di carattere devozionale e sociale; a Milano inoltre è sbarcata – lo comunica la Rai – anche una squadra di cappellani statunitensi: la missione che li manda è la International Sports Chaplains, attiva da dieci edizioni olimpiche (e le loro spillette vanno a ruba).

foto: raiplay.it

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