Dante e il Padre nostro

By 7 Maggio 2021Cultura, Dall'Italia, Focus

Una delle prime traduzioni in volgare del Padre nostro appartiene a Dante: a farlo notare è Nicola Rosetti, che sull’Osservatore romano riporta una lezione di Maurizio Signorile.

La preghiera insegnata da Gesù, spiega Signorile, viene riportata dal poeta per intero – già questo è un caso unico – e «occupa le prime sette terzine dell’XI del Purgatorio: Dante si trova nella prima cornice dei superbi. Sono proprio loro a declamare il Padre nostro, ovvero la preghiera degli umili che si riconoscono figli di Dio».

Nella sua interpretazione «Dante fa uso dei termini “manna” e “diserto”, richiamando l’esperienza dell’esodo del popolo di Israele», mentre più avanti il poeta «rende l’ultima richiesta del Padre nostro in modo molto libero e chiede a Dio di non mettere alla prova la pochezza e la fragilità degli uomini», plasmando così «le parole del Padre nostro alla luce della sua esperienza personale».

foto: osservatoreromano.va

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