Giobbe, la sfida dietro la sofferenza

By 4 Giugno 2021Cultura, Focus

«La fede svolge nell’essere umano la funzione di un rifugio strumentale o di un talismano capace di garantire la realizzazione positiva della vita alimentando il suo tornaconto oppure è una donazione in perdita che si realizza nel suo stesso atto a prescindere da ogni eventuale rimborso?». Il caso di Giobbe ha ispirato allo psicanalista Massimo Recalcati un saggio sul tema della fede e del male, della legge e della sofferenza (La Stampa ne anticipa un capitolo).

“Fai il bene e riceverai il bene” non funziona, nell’esperienza del personaggio biblico noto per la sua pazienza: «Se la teologia della maledizione decifra la sofferenza come segno inequivocabile della colpa, la vicenda narrata nel Libro di Giobbe entra fatalmente in collisione con questa interpretazione… Il principio primo della Legge viene scardinato: il dolore dell’innocente segnala il fallimento sintomatico della Legge, la sua impossibilità a regolare il problema della sofferenza umana che colpisce indistintamente l’empio e il santo». Una vita da uomo “integro e retto” viene messa alla prova in seguito a un’insinuazione di Satana, che con la sua scommessa, rileva Recalcati, «riattiva la strategia del serpente nel giardino, ma a rovescio»: nell’Eden il serpente incita l’istinto dell’uomo “che vuole tutto”, qui Satana vuole dimostrare a Dio «che nessun uomo lo ama veramente». Dio “acconsente all’esperimento-Giobbe”, ma la prova, come sappiamo, non sarà “affatto indolore”.

foto: lastampa.it

 

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