Marilynne Robinson, la preghiera e la gloria di Dio

By 18 Settembre 2021Cultura, Esteri, Focus

«Ci sono casi in cui la preghiera diventa un’abitudine mentale, un pensiero che attraverso Dio si rivolge a coloro che amiamo e domanda il bene per loro. Uno dei personaggi dei miei romanzi, il reverendo John Ames, passeggia ogni sera per le strade di Gilead, la cittadina dell’Iowa in cui svolge la sua missione di pastore. Si ferma davanti alle case, prega per coloro che vi abitano, si immedesima nella loro umanità. Il suo è un atto di immaginazione e, insieme, un gesto d’amore.

A mio avviso non esiste un’identificazione automatica tra la preghiera e la richiesta. Nella preghiera si può chiedere qualcosa, d’accordo, ma l’elemento irrinunciabile non è questo. All’origine della preghiera c’è il riconoscimento della natura di Dio e della sua gloria. “Sia santificato il tuo nome”, il resto viene di conseguenza». Così si è espressa, nel suo recente intervento a Torino Spiritualità, la scrittrice americana Marilynne Robinson.

foto: wikipedia.org

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