Purim e le sfide di Ester

By 26 Marzo 2022Cultura, Israele

Si è celebrata nei giorni scorsi la festa ebraica di Purim, in cui si ricorda il ribaltamento delle intenzioni del malvagio Aman che, durante il regno di Assuero, avrebbe voluto sterminare dai territori dell’impero persiano il popolo ebraico. La vicenda, raccontata nel libro biblico di Ester, è stata oggetto ad Ancona di una lectio a cura del rabbino Vittorio Robiati Bendaud.

«C’è l’idea di una sorte che si rovescia – ha anticipato il rabbino alla stampa locale -, trasformandosi in un’altra. In Persia gli ebrei sembrano destinati al genocidio, ma Ester e suo zio Mordechai li salvano. Ester e Mordechai, ebrei, ma con due nomi pagani».

Il rischio di un genocidio che si sviluppa «proprio nell’unico libro biblico in cui non compare Dio» è un dettaglio che porta Robiati Bendaud a riflettere sulla «dimensione “laica”» dell’episodio, «perché la salvezza è ottenuta attraverso l’azione di esseri umani, e non con l’intervento “vistoso” di Dio».

A proposito di Ester, Robiati Bendaud rileva il tenore “protofemminista” (absit iniuria) che permea il racconto, raro caso in cui «in un testo di 2300 anni fa c’è una forte critica su come venivano trattate le donne».

Sia come sia, il racconto di Ester non lascia indifferenti, è capace di infastidire ma anche di ispirare: se Lutero lo detestava, «Racine, grande drammaturgo, ci scrisse una tragedia, da cui Handel ricavò uno splendido oratorio».

foto: ilrestodelcarlino.it

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