
In questi giorni diverse testate (anche autorevoli) hanno sfiorato il clickbait parlando di una scoperta, il ritrovamento di “42 nuove pagine del Vangelo”. In realtà le pagine in questione – che contengono una porzione di lettere dell’apostolo Paolo, il cosiddetto Codex H – non rappresentano una parte di testo biblico perduto ma piuttosto un manoscritto – un palinsesto, ossia un supporto riutilizzato nei secoli – dove un testo biblico è accompagnato da note e chiose del VI secolo, un corpus che «fa luce su un periodo formativo in cui i testi biblici cominciavano a essere riuniti in una raccolta che si avvicinava sempre più al Nuovo Testamento così come lo conosciamo oggi», sintetizza Premier News.
Una notizia ghiotta per gli esperti, ma non è la rivelazione clamorosa che qualcuno vorrebbe far credere.
foto: storicang.it







