Erri De Luca e il dibattito sul sionismo

By 7 Giugno 2026Cultura

“A Gaza non c’è un genocidio”: Erri de Luca, noto romanziere con una profonda passione per la cultura biblica (pare che parli yiddish ed ebraico antico), ha voluto denunciare uno slittamento semantico sempre più comune e sempre meno tollerabile. Intervistato dal quotidiano Israel Hayom (l’intervista è stata rilanciata dal Foglio) ha spiegato che «in Italia, e in gran parte dell’occidente oggi, sionista è una maledizione. Un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria. Chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere qui, chiunque veda due entità vivere fianco a fianco, è già sionista per questo fatto stesso. In Europa ci sono molte persone che la pensano così ma hanno paura della loro stessa ombra. Non sanno di essere sionisti. Io lo dico ad alta voce, e non mi importa del prezzo».

Le parole di de Luca hanno sollevato scalpore soprattutto sui social, dove più di qualcuno (ma si sa come sono i social) ha proposto di boicottare o cedere i suoi libri.

foto: ilfoglio.it

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