
Riportare il Vangelo di Matteo alle sue origini con una traduzione rispettosa del contesto: è la sfida che ha voluto raccogliere Andrea Marcolongo, appassionata grecista, che ha ritradotto il testo per un editore spagnolo.
«Mai a me sarebbe venuto in mente di affrontare il Vangelo», spiega al Giorno. «Ma il testo di Matteo fu composto per una comunità di grecofoni, quasi duemila anni fa, ad Antiochia, grande città della provincia romana di Siria. Scritto nella cosiddetta koinè», uno standard «essenziale, magari ruvido. Ma al quale ho voluto essere fedele». Una sfida che è anche un’illuminazione per Marcolongo, che raccomanda ai lettori di prendere in mano la Bibbia: «il Vangelo attraversa da secoli il nostro modo di pensare e di figurare il mondo. Tutti sappiamo di cosa parla. Continuiamo a muoverci nel suo lessico. Ma quanti lo hanno davvero letto?».
Un invito che vale anche per i più scettici, dato che fede e ragione «cercano la stessa verità. Complementari nel pensiero cristiano. Che si è incontrato con il pensiero greco, soprattutto di Platone, in una straordinaria continuità e sintesi».
foto: ilgiorno.it







