
Paolo Mieli sul Corriere ha dedicato un ampio articolo alla moglie di Martin Lutero, Katharina von Bora, personaggio cui è stato dato poco risalto ma non così secondario; le lettere di Lutero rivelano una Katharina “che prendeva parte alle discussioni teologiche che si svolgevano dopo cena”, e si scopre anche che “il marito ne apprezzava le considerazioni”.
A margine, Mieli riscopre la storia di un’altra Caterina, Catherine Dammartin, moglie del riformatore italiano Pietro Martire Vermigli. La salma della donna ebbe un destino travagliato: tre anni dopo la sepoltura, sotto il regno di Maria la cattolica, «le sue ossa furono dissepolte e gettate in un letamaio»; passarono cinque anni e la protestante Elisabetta I diede altri ordini: «i resti di Catherine Dammartin furono disseppelliti e inumati nella cattedrale di Oxford mescolati di proposito con quelli di santa Fridesvida, una badessa dell’VIII secolo, «in modo che né i protestanti né i cattolici potessero… profanare la memoria dell’una o dell’altra».
foto: pressreader.com







