
Abele Aureli di Operation Italy ha scritto una lettera aperta alla Chiesa italiana sulla spinosa questione dell’unità fra cristiani.
Aureli, fin dal 1985, anno del suo ritorno dagli Stati Uniti, ha sentito un particolare peso per la Chiesa universale, tanto divisa e frammentata, quasi da non riuscire a prendere quota o autorità contro il nemico.
Nonostante lo sconforto indotto da altri collaboratori nell’Opera, forse poco lungimiranti nel considerare l’effettivo stato di salute della Chiesa italiana, ha deciso di lanciare un appello all’unità, poiché «Noi sappiamo che il nemico è riuscito a “frammentare” la Chiesa universale, al punto che si presenta come un vaso lesionato, al quale bisogna prestare particolare attenzione altrimenti potrebbe cadere a pezzi. Il nemico sa questo e sa anche che questa nostra consapevolezza di “frammentazione” ci impedisce di esprimere la nostra fede in Dio ed usare contro di lui l’autorità di “figli di Dio” e di “principi” del Suo Regno. Satana sa benissimo ciò che Dio può fare quando la Chiesa è di pari consentimento, pertanto egli ha tutto l’interesse di evitare che la Chiesa sia unita come Gesù vuole che sia: “Affinché siano tutti uno, come tu, o Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Giovanni 17:21)».
Drammatica è la constatazione che in molte chiese italiane il nemico impera oramai liberamente, con le sue macchinazioni e concupiscenze.
Lo stesso problema è stato riscontrato nelle comunità estere, ma in Italia il fenomeno assume dimensioni preoccupanti, soprattutto perché, talvolta, accompagnato dall’orgoglio e dalla superbia.
È opportuno ricordare che lo Spirito Santo opera in modo miracoloso solo quando la Chiesa è unita, mentre quotidianamente si assiste a scissioni e litigi intestini, che per nulla ed a nessuno giovano, mentre dovremmo sempre tener presente che «Dio fa nascere le chiese per “moltiplicazione” e non per “divisione”».
Alcuni si arrogano l’esclusività della “sana dottrina”, ma fa parte della sana dottrina anche l’amore e la collaborazione tra fratelli. Con ciò «non pretendo di credere che si possa fare tutta una chiesa o denominazione unica, o che nello stesso paese si debba per forza adorare Dio nello stesso locale di culto ma, credo che, a dispetto delle denominazioni almeno a livello di pastori e di responsabili, si possano organizzare degli incontri per parlare e pregare insieme affinché lo Spirito Santo ci aiuti ad unirci sotto la Sua guida e che insieme possiamo fare fronte comune contro il nemico delle nostre anime, come una muraglia che non può essere abbattuta!»
Non bisogna dimenticare che peccato non è solo la fornicazione, l’omicidio o il furto, ma anche l’orgoglio, l’invidia, l’avidità che, troppo spesso, si trovano nelle nostre chiese e vengono tollerati.
L’appello è che ogni pastore che condivida il desiderio di cui sopra, possa trasmetterne il messaggio ad altri, affinché il mondo possa finalmente vedere il vero amore fraterno fra i Cristiani.
Al link http://www.evangelici.net/speciale/posta/unione.html è possibile leggere il testo integrale della lettera di Abele Aureli.
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