Manifesti blasfemi a Napoli

By 28 Settembre 2021Dall'Italia, Focus

Una squallida campagna pubblicitaria è apparsa sui muri di Napoli: una serie di manifesti, nel fare la parodia a noti spot commerciali ed elettorali, promuoveva la bestemmia. Pare che l’iniziativa mirasse a promuovere un’esposizione artistica organizzata nell’ambito del “Festival delle arti per la libertà di espressione contro la censura religiosa”. 

L’exploit ha messo in imbarazzo tutti, dagli organizzatori al Comune (che peraltro patrocina la manifestazione); dal resoconto della Stampa è interessante notare che i diretti interessati stigmatizzano l’esibizionismo improvvisato degli artisti (“si tratta di una loro spontanea e autonoma iniziativa”) e la metodologia scelta (le affissioni “risultano abusive”) e non, come ci si sarebbe potuti aspettare, il merito; su quello si esprimono con meno remore i napoletani, “che di fronte alle bestemmie a caratteri cubitali non hanno reagito bene”. A quanto risulta, uno «tra i primi a chiedere la rimozione» è stato «un consigliere comunale di sinistra, Federico Arienzo, che ha raccontato il suo disagio come padre di una bambina che si è trovata le scritte in bella evidenza proprio di fianco alla scuola».

«Se l’idea di una manifestazione per celebrare la libertà di espressione contro la censura religiosa era interessante – commenta Caterina Soffici -, i manifesti blasfemi a cielo aperto l’hanno rovinata… Discutere è lecito, offendere no».

foto: Napoli, Piazza del Plebiscito

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