
Calano le vocazioni, i parroci cattolici sono destinati a un superlavoro: in Trentino, per esempio, sono 80 per 450 parrocchie, e ogni prete si sobbarca in media cinque (o più) comunità locali. “La società è cambiata”, riconosce il vicario generale della diocesi di Trento, Claudio Ferrari, «una volta la società era manifestamente cristiana, e l’incontro con Gesù avveniva con meno ostacoli». Oggi “mancano testimoni” e per questo “la presenza nella società si fa sempre più rara”, creando così “meno occasioni di stimolo”.
Per affrontare la carenza di pastori si possono valorizzare i laici, ma soprattutto, «come si sono unificati i Comuni in alcune valli trentine, e perfino certe banche, anche le parrocchie possono mettersi insieme per condividere le risorse ed essere più incisive sul territorio».
foto: corriere.it







