I valori cristiani secondo Vannacci

By 26 Agosto 2026Dall'Italia

In un torrido giorno di mezza estate il generale Vannacci mostra le carte, o almeno il programma: il leader di Futuro nazionale, lanciato in politica da un libro che gli ha permesso di intraprendere una carriera fulminante – grazie anche all’insipienza delle controparti, ma questo ormai non dovrebbe sorprendere – ha scelto la settimana centrale di agosto per presentare i punti forti, o – citando liberamente Joseph Ratzinger – i valori non negoziabili della sua azione politica. Si tratta, precisano da Futuro nazionale, della “Base ideologica e programmatica per il decennio 2027-37” (in breve, BIP. La trovate qui) o meglio del suo prologo, dato che nelle prossime settimane dovrebbero venire comunicate altre due sezioni.

In questo antipasto di programma si ritrova quanto già espresso in decine di interviste e interventi dell’ex generale: il suo partito punterà a tutelare «la vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale, l’identità cristiana, la concezione romana del diritto».

Tra i punti su cui si concentra l’anticipazione ci sono i rimpatri (che, in tempi di neologismi superflui, vengono chiamati remigrazioni) e un’immigrazione che privilegia “i cittadini provenienti da Paesi a maggioranza cristiana”; nella visione di Vannacci si trovano anche grandi classici della destra come le agevolazioni alle famiglie numerose e aumenti di stipendio per i lavori umili (un’espressione che avrebbe divertito Paolo Villaggio); sui temi del lavoro Vannacci si appoggia esplicitamente alla Dottrina sociale della Chiesa senza trascurare una citazione biblica al «“principio economico di San Paolo”: chi non vuol lavorare neppure mangi (2 Tessalonicesi 3, 10)».

Il programma di Futuro nazionale è critico verso il green deal ecologico, l’Unione europea e perfino l’euro, mentre risulta molto più deciso su riforma della legittima difesa, abbassamento dell’età minima e abolizione del reato di femminicidio: la società nei sogni di Vannacci è un “patriarcato mediterraneo”, definito esplicitamente “il nostro modello” (dove il termine, per una volta, non viene usato in forma dispregiativa).

Sul fronte della politica estera emerge poi che per l’ex generale «il vero obiettivo internazionale immediato deve essere la cessazione delle tensioni che stanno proseguendo non solo a Gaza ma anche nei territori di Cisgiordania abusivamente occupati dallo Stato ebraico»; il programma precisa che «guardiamo con grave preoccupazione al fanatismo di alcuni gruppi ebraici e cristiani protestanti che invocano la distruzione della Grande Moschea di Gerusalemme per ricostruire sulla medesima superficie il Tempio di Salomone», sottolineando che «è di fondamentale importanza, inoltre, per l’Italia porre a tema in tutte le sedi internazionali la difesa e la protezione delle comunità cristiane di questi territori, che molto hanno avuto da patire sia da parte musulmana che da parte ebraica».

In questo quadro «le radici cristiane dell’Italia e dell’Europa devono a maggior ragione porci al riparo da fondamentalismi volti ad agire per “accelerazioni escatologiche” che la cultura cristiana ha sempre messo in guardia dal perseguire».

Sarà interessante vedere come accoglieranno queste posizioni gli evangelici che, in questi primi mesi di sguardi sul futuro (nazionale), hanno accolto con una certa simpatia le uscite di Vannacci.

foto: avvenire.it

Evangelici.net è un portale di informazione e approfondimento che opera dal 1996 per la valorizzazione del messaggio, dell’etica e di uno stile di vita cristiano

Sostieni il portale ➔