Filippine, cristiani a rischio rapimento

By 24 Gennaio 2008Esteri

MINDANAO (Filippine) – I missionari cristiani provenienti dall’estero, che svolgono la propria opera nella zona di Mindanao, provincia musulmana delle Filippine, sono sorvegliati da soldati armati, per timore di rapimento da parte di integralisti islamici.

L’allarme rapimenti a scopo estorsivo è stato lanciato dal sovrintendente Fransisco Cristobal, il quale ha precisato che i soldati saranno disposti nei pressi di chiese, conventi e missioni, sia a Mindanao che nelle isolette che la circondano.

Le Filippine formano uno Stato a prevalenza cristiana (94 per cento della popolazione); Mindanao è stato per circa trent’anni teatro di una guerra secessionista, combattuta dai guerriglieri del “Fronte islamico di liberazione Moro” (Milf) contro il governo centrale delle Filippine. Nel 1989, in seguito a campagne di politiche separatiste perpetrate dai musulmani di etnia Moro, si è formata la Regione autonoma del Mindanao musulmano, che comprende le provincie in cui la popolazione ha deciso di costituire un territorio autonomo e distinto, sia per quanto riguarda i confini territoriali che per il credo religioso.

La regione è nota per essere stata la prigione di padre Bossi, missionario tenuto prigioniero per oltre un mese, mentre è notizia di pochi giorni fa l’uccisione di Reynald Roda, il prete ucciso lo scorso 17 gennaio per aver opposto resistenza al tentativo di sequestro da parte di un gruppo di terroristi islamici. [sr]

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