Nello sport c’è anche Dio

By 30 Gennaio 2008Esteri

MILANO – La fede e lo sport, un sodalizio che gli atleti cristiani tendono sempre più a esplicitare: dal calcio all’atletica, dal basket al nuoto, sono numerosi gli atleti che testimoniano la loro fede in Cristo in tutto il mondo.

In ogni continente c’è una piccola o grande testimonianza del connubio Dio-sport; decine di Stati, in cui centinaia di atleti cristiani, sempre più numerosi, esplicitano la loro fede, non solo con un comportamento corretto sui campi da gioco, ma anche cogliendo le più diverse occasioni per raccontare «come hanno accettato Gesù nella loro vita», si tratti di interviste, di incontri a tema, di scritte sulle magliette sotto la divisa da gioco, di adesivi su auto e moto, ma anche di dar vita ad associazioni, che hanno lo scopo di spiegare chi è Cristo, i cambiamenti avvenuti nella loro vita, di manifestare come la fede non è qualcosa di cui far mistero, ma è, anzi, da condividere.

Tra le molte associazioni che riuniscono gli agonisti cristiani, alcune sono monosportive – moto e automobilismo, wrestling, surf, hockey – e molte rappresentano intere squadre di giocatori, che si giovano anche delle gare per testimoniare della loro fede, mentre altre rappresentano gli esponenti degli sport più disparati, tra cui golf, cricket, tennis, baseball, lacrosse, rodeo, vari sport invernali, pattinaggio, nuoto, oltre ai più “classici” calcio, rugby, basket, volley.

In Italia gli atleti evangelici, nel 2000, si sono riuniti nell’associazione “Atleti di Cristo”, che comprende i protagonisti di diverse specialità sportive: dai più noti agonisti del calcio (Kakà, Nicola Legrottaglie, Tomàs Guzmàn, Josè Chamot, Zé Maria e Marco Aurelio, tanto per citarne alcuni), ai giocatori di rugby, come Miguel Alonso e Hayden Reid, la cestista Flavia Prado, il ciclista Eddy Ratti, i pallavolisti Leandro Vissotto Neves, Ricardinho e Sergio Santos Dutra.

Gli “Atleti di Cristo in Italia” sono una costola della veterana evangelica “Atletas de Cristo”, movimento nato nel 1984 in Brasile, da un’idea dei calciatori Joao Leiter e Baltazar, per poi essere esportato in diversi Stati del Sud America – Argentina, Bolivia, Paraguay, Colombia – e non solo.

In Europa sono presenti altri gruppi di atleti cristiani, tra i quali l’inglese “Christians in sport”, il tedesco “SRS online” e “Athletes in action”, che ha sede in Germania e Mosca, i quali raggruppano gli agonisti di diverse discipline sportive.

Davvero numerosi sono i gruppi di sportivi cristiani in America, dove si contano decine di associazioni per ogni genere di attività sportiva, a partire da un’ampia panoramica di quelle di credenti che gareggiano su due o quattro ruote (“Racing with Jesus Ministry”, “JC racing team”, “Fellowship of christians athletes – Motocross”), o che praticano sport acquatici, invernali, di squadra o individuali; la “Fellowship of christians athletes” e la “The goal”, comprendono i gruppi di vari sport.

Lo sport, spesso in prima pagina per gli scandali legati all’uso di sostanze non consentite o per i fatti di violenza delle tifoserie, può essere visto con occhi diversi e vissuto come occasione di comunicare un messaggio, che va al di là della competizione, al di là del mero ritorno economico. Per gli atleti cristiani lo sport è anche momento di condivisione della loro fede, non fine a sè stessa, ma raccontata, testimoniata e messa in pratica, sul campo da gioco come nella vita. [sr]

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