John MacArthur: “il vero culto è solo dal vivo”

By 2 Dicembre 2021Esteri, Focus

I culti online non sono veri culti: a un anno e mezzo dall’inizio della pandemia, passata la fase critica del confinamento e delle riunioni a distanza come unica soluzione di incontro tra credenti, una voce autorevole si alza per fare il punto della situazione su una pratica che, stando a diverse testimonianze, potrebbe aver preso un po’ la mano.

Ad affrontare di petto la questione è stato un noto predicatore, John MacArthur, che in un intervento ha spiegato come, a suo avviso, la partecipazione in remoto non faccia testo in quanto andrebbe contro il significato autentico di “culto di adorazione”. «Una chiesa Zoom [riferimento alla nota piattaforma utilizzata per le riunioni online, ndr] non è una vera chiesa», ha replicato con nettezza alla domanda che gli era stata posta. «Non è una vera chiesa – ha continuato -, è [come] guardare la TV. Questa pratica non soddisfa per niente il concetto biblico, che prevede di riunirsi e incoraggiarsi a vicenda all’amore e alle opere buone».

Secondo MacArthur «la definizione di Chiesa è cristallina nel Nuovo Testamento. La vediamo rappresentata chiaramente. Si riunivano insieme il primo giorno della settimana. Adoravano il Signore, pregavano». Questa, sostiene il predicatore, era vera comunione, perché «siamo Chiesa solo quando siamo insieme… La Chiesa è Chiesa quando adora insieme, quando prega insieme, quando ascolta insieme la predicazione della Parola di Dio». I servizi online, ha aggiunto, possono essere un sostegno alla chiesa, ma non possono sostituire l’incontro fisico.

Se MacArthur non ha tutti i torti – nel pieno della pandemia piattaforme come Zoom o Skype hanno permesso di incontrarsi pur rimanendo a casa propria, ma con il tempo l’opportunità ha offerto ai credenti meno motivati un alibi alla pigrizia – va tuttavia aggiunto che, in questo ultimo anno e mezzo, la chiesa condotta da MacArthur ha espresso scelte diametralmente opposte, e per questo altrettanto discutibili, decidendo di tenere i culti anche nei momenti più critici, quando le autorità avevano imposto la chiusura di tutte le attività pubbliche. Scelte che, tra l’altro, hanno avuto un corollario imbarazzante: lo stesso MacArthur ha dovuto ammettere, qualche mese fa, che la decisione ha portato alla diffusione in chiesa di un focolaio di covid.

foto: premierchristian.news

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