Trump: “riportiamo l’America alla preghiera”

By 9 Aprile 2024Esteri, Focus
Trump - Let's america pray again

“Let’s make America pray again”, riportiamo l’America alla preghiera: Donald Trump, nella corsa alla Casa Bianca, strizza l’occhio ai preziosi elettori evangelici adattando a loro beneficio il suo celebre slogan “Make America great again” (“Restituiamo all’America la sua grandezza”). Il nuovo claim compare in un suo post su Truth, il social che ha creato a proprio uso e consumo dopo essere stato espulso da Twitter; nel porgere gli auguri di Pasqua, Trump incoraggia i suoi seguaci a recuperare una copia delle Sacre Scritture, ma non un’edizione qualsiasi: «vi incoraggio a procurarvi una copia della Bibbia “Dio benedica gli USA”», scrive nel suo post.

Di che cosa si tratti lo spiega un apposito link: una Bibbia “di facile lettura, dai caratteri grandi e un design pratico” per poterla portare con sé “ovunque e in qualsiasi momento”. La traduzione scelta, in realtà, non è proprio delle più agevoli, trattandosi della King James Version, una versione che risale al Seicento e che si può quindi paragonare alla traduzione italiana di Giovanni Diodati.

La Bibbia – probabilmente in appendice – presenta anche la versione anastatica di “God bless the USA”, brano di Lee Greenwood (un pop in salsa statunitense con le classiche sonorità dei primi anni Ottanta. Lo potete ascoltare qui), la Costituzione degli Stati Uniti, la Carta dei diritti (ossia i primi dieci emendamenti), la Dichiarazione di Indipendenza del 1776 e il Pledge of alliance, il giuramento di fedeltà alla bandiera. Il prodotto, rilegato in una copertina di pelle su cui garrisce la bandiera a stelle e strisce, viene proposto a sessanta dollari (65 con le spese di spedizione).

«La religione e il cristianesimo sono le cose più grandi che mancano in questo Paese», spiega Trump nel video di presentazione del volume, e aggiunge che «il nostro Paese sta andando in tilt perché abbiamo perso la religione». Per restituire all’America la sua grandezza non si può non passare per il recupero di quella religione, rileva, difendendo tutto ciò che è “pro-God”, dalla parte di Dio, e “riportando il cristianesimo nelle nostre vite”.

È straniante immaginare Trump come colpoltore o predicatore, e forse è arduo pure sperare che il volume possa venire letto, oltre che brandito, dagli ultraconservatori patriottici che aderiranno all’offerta (anche perché una Bibbia, in casa, dovrebbero averla già); e tuttavia, come scriveva quasi duemila anni fa l’apostolo Paolo, ben venga anche questa singolare campagna politico-social-religiosa, “purché Cristo venga predicato”.

foto: truthsocial.com

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