
Dramma a Washington, dove un uomo – folle, integralista o entrambe le cose – si è avventato contro due giovani diplomatici israeliani davanti al Capital Jewish Museum, uccidendoli per poi rivendicare l’azione al grido di “Free Palestine”.
A perdere la vita sono stati un trentenne, Yaron Lischinsky, israeliano, e Sarah Lynn Milgrim, 26, del Kansas; a colpirli un trentenne di Chicago che, segnala La Stampa, da oltre dieci anni era impegnato «nella sinistra radicale e per le cause contro le diseguaglianze». Commozione e sdegno in tutto il mondo per un crimine aggravato dall’odio etnico – i due giovani erano ebrei -, un atto che per il ministro degli esteri israeliano Gideon Saar è «il risultato dell’incitamento tossico contro Israele e gli ebrei in tutto il mondo».
Francesco Semprini sulla Stampa rileva che nei profili delle due vittime – che peraltro erano in procinto di fidanzarsi ufficialmente – non si trova «nessuna traccia di fanatismo religioso o politico, nessuna inclinazione all’intolleranza, nessun verbo dedito all’odio. L’unica colpa di Yaron Lischinsky e Sarah Milgrim era quella di essere ebrei, e di trovarsi, loro malgrado, nel posto sbagliato, al momento sbagliato».
Massimo Basile su Repubblica riporta che «secondo l’ambasciatore israeliano in Germania Ron Prosor, Lischinsky era un “convinto ebreo e sionista”. Secondo gli ex compagni di università, invece, era un fervente cristiano evangelico». Secondo quanto abbiamo potuto appurare Yaron era un ebreo messianico, cresciuto in Germania in un contesto evangelico. Il padre, argentino di origine ebraica, e la madre, tedesca, entrambi di fede cristiana, si erano trasferiti a Gerusalemme quattordici anni fa; lì sono membri di una comunità messianica che pare lo stesso Yaron abbia frequentato fino a quando, quattro anni fa, si è trasferito negli USA.
foto: repubblica.it







