Pasqua a Gerusalemme tra sicurezza e polemiche

By 8 Aprile 2026Esteri, Israele

Titoli perentori sui giornali nazionali, indignati per il trattamento riservato a Gerusalemme al cardinal Pizzaballa dalle autorità israeliane. In sintesi: domenica scorsa, festività cattolica delle Palme – ossia dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme – Pizzaballa si avvia verso la Basilica del Santo Sepolcro per celebrare messa, e viene fermato dalle forze dell’ordine che presidiano i luoghi sacri. Ne nasce una dura dichiarazione del cardinale e, da lì, una valanga di polemiche per la disumanità dell’esercito israeliano, l’insensibilità del governo, l’incomprensibilità della scelta.

Peccato che la scelta sia abbastanza comprensibile per chiunque abbia visto almeno un telegiornale nelle ultime settimane: da quando USA e Israele hanno attaccato l’Iran, il regime degli ayatollah ha cominciato a lanciare missili su Israele, sulle basi USA e su tutti i Paesi arabi in buoni rapporti con l’Occidente. I lanci non hanno risparmiato Gerusalemme, tanto che la scorsa settimana alcuni resti dei razzi sono caduti a due passi dal Monte del Tempio. Per questo motivo la città, e Israele in generale, vive una sorta di nuovo confinamento, e le autorità presidiano i luoghi sensibili per prevenire assembramenti che potrebbero trasformarsi in tragedie.

Quale sia stata la dinamica del confronto tra le autorità israeliane e il cardinale non è del tutto chiaro, dato che le fonti esprimono versioni diverse tra loro; di certo impedire al patriarca latino l’accesso al luogo di culto ha rappresentato un eccesso di zelo, almeno a guardarlo con il senno di poi (anche se viene da chiedersi che cosa sarebbe successo, altrimenti, di fronte a un malaugurato attacco missilistico). Come chiarito al Corriere dall’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, il cardinale Pizzaballa non è considerato «in alcun modo di persona pericolosa, ma in pericolo. Se infatti fosse stata colpita da un missile saremmo stati ritenuti responsabili. Ci sarebbe stato chiesto perché non avevamo avuto cura di lui». Una limitazione, questa, condivisa con la comunità islamica che non ha potuto festeggiare la fine del Ramadan presso la Spianata delle Moschee e con gli ebrei osservanti che non possono pregare presso il Muro del Pianto.

Lo stesso Pizzaballa ha poi diffuso un nuovo comunicato annunciando di aver raggiunto un accordo con le autorità civili per garantire lo svolgimento delle cerimonie pasquali pur nel rispetto delle norme di sicurezza necessarie in un frangente così delicato.

foto: premierchristian.news

Evangelici.net è un portale di informazione e approfondimento che opera dal 1996 per la valorizzazione del messaggio, dell’etica e di uno stile di vita cristiano

Sostieni il portale ➔