
Si narra che Robert Prevost, prima di diventare papa, giocasse con regolarità a tennis. Uno sport la cui tattica continua a praticare nel confronto a distanza con Donald Trump: il presidente USA alterna messaggi bellicosi e tentativi di riavvicinamento, papa Prevost risponde idealmente con rovesci e pallonetti. In questi giorni ha lasciato parlare il cardinale Parolin, segretario di Stato vaticano, che ha lanciato un richiamo paolino colto al volo dagli osservatori più attenti.
«“Opportune et importune”. La citazione del cardinale Parolin è raffinata e viene dalla Seconda lettera a Timoteo, considerata il testamento spirituale di San Paolo», riporta Gian Guido Vecchi sul Corriere. «Un testo scritto in carcere a Roma tra il 64 e il 65, poco prima che l’apostolo fosse condannato a morte durante la persecuzione di Nerone. Paolo si rivolge a quel giovane discepolo di Efeso, una comunità divisa e smarrita, per raccomandargli di annunciare la Parola e insistere “in ogni occasione opportuna e non opportuna”, anche quando», ed è qui il colpo di fioretto, «darà fastidio e “non si sopporterà più la sana dottrina” perché gli uomini “si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole”».
Prevost dunque non deflette, praticando quella che «nel greco delle lettere paoline si chiama ortopodìa, il “camminare diritto”, la coerenza tra la verità del Vangelo e la vita quotidiana»: nessun dibattito surreale con il presidente americano, ma parole chiare contro «la “follia” delle guerre e il “delirio di onnipotenza” che le genera».
foto: corriere.it







