Quello che dicono i capi di Hamas su Israele

By 16 Dicembre 2003Israele

«La sparizione d’Israele è una realtà storica naturale e ineluttabile»

Il quotidiano Maariv, nella sua edizione di martedì 9 dicembre, cita degli estratti di un’intervista accordata dal capo del dipartimento “politico” di Hamas, Khaled Mashal, al giornale arabo Al Hayat. Nell’incontro il capo terrorista ha detto che la sua organizzazione non vuole “buttare a mare gli ebrei”, considerandolo un cliché ormai fuori moda, e ha fatto sapere che Hamas non ha più l’obiettivo di “uccidere ebrei”. Ma dopo questi propositi apparentemente rassicuranti ha precisato che “la sparizione d’Israele non è soltanto il desiderio dei palestinesi, degli arabi o dei musulmani, ma che si tratta di una realtà storica naturale e ineluttabile”.
Ha poi ricordato i rapporti tra Hamas e Yasser Arafat, assicurando che sono cordiali, e che legami profondi uniscono la sua organizzazione anche alla Jihad islamica.
Affrontando infine la questione dell’intifada armata, Mashal ha detto che “i palestinesi hanno riportato numerosi successi e hanno dimostrato la loro capacità di indebolire il nemico”. E ha concluso: “Se potessimo mettere fine all’occupazione senza spargimento di sangue, perché no? Ma la logica storica ci dimostra che questo è irrealizzabile».

(Arouts 7, 10.12.2003)

*

«La Jihad è l’unica via», dice Abdel Asis Rantisi

GAZA – Il gruppo radical-islamico Hamas proseguirà la sua lotta armata contro Israele. Questo ha ripetuto sabato scorso [13 dicembre] uno dei capi di Hamas, Abdel Asis Rantisi, nel festeggiamento del sedicesimo anniversario dell’organizzazione terroristica.
«I militanti di Hamas esploderanno in mezzo alla società israeliana», ha detto Rantisi davanti a migliaia di seguaci di Hamas nel campo profughi Jabalia nel nord della striscia di Gaza. Così riferisce il quotidiano “Ma´ariv”.
“La Jihad è l’unico modo per riprendere al nemico sionista i diritti che ci ha rubato”, ha continuato il leader di Hamas. “Fra poco Israle soccomberà e sparirà. L’intifada ha costretto più di 700.000 israeliani a lasciare Israele, perché continua a ricevere pesanti colpi.”
Rantisi ha anche criticato l'”Iniziativa di Ginevra”. Lui respinge quel contratto, perché è stato siglato da israeliani e palestinesi “non ufficiali”. Il documento rappresenta “una pericolosa rinuncia” ai diritti del popolo palestinese, ha sottolineato il leader di Hamas. “Hamas continuare a perseguire la scelta della Jihad e della resistenza per la liberazione della Palestina dall’occupazione israeliana. [ved. foto sul sito internet ]

(Israelnetz.de, 15.12.2003)

Leave a Reply

Evangelici.net è un portale di informazione e approfondimento che opera dal 1996 per la valorizzazione del messaggio, dell’etica e di uno stile di vita cristiano

Sostieni il portale ➔