Gli attentati palestinesi e i colloqui di pace

By 14 Gennaio 2004Israele

RAMALLAH – I gruppi terroristici palestinesi spesso sincronizzano i loro attentati con le trattative di pace. Questo emerge da un rapporto di un servizio di sicurezza palestinese.
“Gli attentati suicidi sono un elemento chiave nel combattimento tra israeliani e palestinesi”, si dice nel documento. “Un’analisi delle circostanze collegate ai tempi e alla esecuzione della gran maggior parte degli attacchi, soprattutto quelli di Hamas e della Jihad islamica, mostra che la progettazione dei tempi è una questione soprattutto politica, più che di pratica militare”.
Per esempio, l’attentato al “Delfinario” in Tel Aviv aveva come obiettivo di silurare gli sforzi americani di favorire la coordinazione tra Israele e l’Autorità Palestinese nei problemi di sicurezza. Il radical-islamico Hamas ha sentito questo come una diretta minaccia, dicono gli autori del rapporto.
Nell’attentato del 1° giugno davanti a una discoteca sono rimasti uccisi 21 giovani israeliani. “L’attentato è avvenuto dopo due speciali incontri tra gli ufficiali dei servizi di sicurezza israeliani e palestinesi a Ramallah e a Gaza”, scrivono i palestinesi nel rapporto. “Ad essi presero parte anche rappresentanti ufficiali americani, che cercarono di ristabilire il coordinamento tra le due parti”.
Nello stesso modo valutano gli autori l’attentato di Hamas alla Pizzeria “Sbarro” a Gerusalemme, due mesi dopo. Esso “avvenne mentre si facevano grandi sforzi per fermare le aggressioni nei territori dell’Autonomia”, si dice nel documento. “L’atmosfera politica aveva portato anche all’iniziativa di inviare osservatori a Betlemme e a Rafah per far valere il Rapporto Mitchell. Un giorno prima dell’attentato c’era stato un incontro tra Yasser Arafat e il console americano a Gerusalemme, che era stato positivo”.
Secondo il rapporto, le forze di sicurezza palestinesi avevano già arrestato l’organizzatore dell’attacco alla pizzeria, Abdullah Albarghuti, e in questo erano state utili le informazioni israeliane. Ma l’arresto non poté più impedire l’attentato.
Gli autori del rapporto sostengono che Hamas e Jihad hanno buoni rapporti con rappresentanti dell’Autonomia Palestinese, potendo così ottenere utili informazioni sugli sviluppi politici, come i rapporti con Israele, con gli USA e con la comunità internazionale. In questo modo i gruppi terroristici possono agire con tempestività.
Secondo il documento, l’obiettivo primario di entrambe le organizzazioni è di “distruggere l’Autorità Palestinese e costituire un governo alternativo, il quale dovrebbe trattare, anche mentre si combatte, alle condizioni imposte da Hamas, che segue la linea degli Hezbollah”.

(Israelnetz Nachrichten, 08.01.2004)

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