L’Autorità Palestinese vuole applicare la pena di morte

By 18 Marzo 2004Israele

GAZA – Per la prima volta dopo tre anni l’Autorità Palestinese (AP) vuole di nuovo eseguire ufficialmente delle condanne a morte. Questo hanno deciso alti rappresentanti dell’AP qualche giorno fa come reazione alla caotica situazione nella striscia di Gaza.
La questione riguarda gli omicidi e i palestinesi sospettati di collaborare con Israele. Su pressione della comunità internazionale e di diverse organizzazioni per i diritti umani, l’AP ha interrotto le condanne a morte dal 2001. Da quel momento molti “collaboratori” sono stati assassinati senza processo.
Il capo dell’OLP, Yasser Arafat, ha invitato le forze di sicurezza e i tribunali della striscia di Gaza a eseguire una serie di condanne a morte. Negli ultimi tre anni queste sono state sospese, ha detto un rappresentante ufficiale dell’Autonomia Palestinese al quotidiano “Jerusalem Post”. Si tratta di almeno dieci condanne a morte. “Abbiamo bisogno di provvedimenti molto duri per impedire che il caos si allarghi”, ha aggiunto il funzionario. “Le esecuzioni servono come efficaci deterrenti”.
Prima di questa decisione dell’AP, venerdì [5 marzo] migliaia di palestinesi avevano assalito la prigione principale della città di Gaza. Volevano sequestrare quattro tassisti sospettati di aver violentato e ucciso una ragazza di quindici anni.
I dimostranti hanno gettato sassi e bottiglie vuote contro l’edificio. Quando hanno tentato di irrompere nella prigione, i poliziotti li hanno respinti con le armi. Secondo fonti palestinesi, due dimostranti sono stati feriti dalle pallottole, di cui uno dei due gravemente. Prima di questa azione i palestinesi avevano preso parte alla preghiera del venerdì in diverse moschee.
Chiedevano che i quattro sospettati fossero consegnati a loro o giustiziati. I dimostranti hanno rimproverato all’AP di non usare misure drastiche contro i criminali e le bande armate della striscia di Gaza. Hanno abbandonato il territorio della prigione soltanto quando l’AP e Fatah, il partito di Arafat, hanno promesso di portare in giudizio i quattro sospettati entro le successive 24 ore.
Come il presidente dell’Alto Consiglio di Giustizia dell’AP, Radschi Surani, ha detto, i quattro sospettati appartengono a una pericolosa banda responsabile di una serie di omicidi e rapine.
Durante quei giorni l’AP non ha permesso al personale di sicurezza di lasciare i punti di servizio e gli uffici senza permesso. Temeva che i poliziotti si aggregassero alle bande armate.

(israelnetz nachrichten, 08.03.2004 – trad. www.ilvangelo.org)

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